domenica 29 gennaio 2012

Totò, Oscar Luigi e la malafemmena

Nella notte c'ha lasciato il novantatreenne Oscar Luigi Scalfaro, uno della banda degli ex-presidenti.
Non sparato come nel film "Point Break" di Kathryn Bigelow, ma più comunemente di qualche acciacco di vecchiaia.
Di lui, in questi giorni, si ricorderannola costante presenza in parlamento fin dal 1946 o il micidiale settennato di mani pulite e delle stragi di mafia.
Personalmente dell'Oscarluigi mi piace ricordare un episodio che dell'ex presidente ci rivela la natura meno istituzionale ma quella più vigliaccamente italiana. L'episodio che verrà tramandato ai posteri come quello del "Bolerino".
L’allora onorevole democristiano Oscar Luigi Scalfaro, al tempo paladino del moralismo nazionale assieme a Giulio Andreotti, il 21 luglio del 1950 scende nella trattoria romana "da Chiarina" di Via della Vite dove lo attendono i due colleghi di partito Umberto Sampietro e Vittoria Titomanlio.
Fa un caldo infernale, e la signora Edith Mingoni in Toussan, si toglie il suo bolerino a fiori verdi e rossi, allora chiamato "prendisole" e resta con le spalle nude non sapendo di turbare così il pensiero dell'onorevole e dei suoi commensali vicino a lei seduti. 
«Non si vergogna!?», sbotta (almeno così riportano dalle cronache dell'epoca) l'onorevole Scalfaro,  «È uno schifo! Una cosa indegna e abominevole! Lei manca di rispetto al locale e alle persone presenti. Se è vestita a quel modo è una donna disonesta. Le ordino di rimettere il bolerino!». Scalfaro sarebbe uscito dal locale e vi sarebbe rientrato con due poliziotti. L'episodio terminò perciò in questura, ove la donna, militante del Movimento Sociale Italiano, querelò Scalfaro ed il collega Sampietro per ingiurie.
Ma la battaglia, del "prendisole", non finisce qui, perché l’onorevole rincara la dose a Montecitorio: «Queste donne, a furia di esporsi senza alcun pudore, cessano di essere donne private per diventare donne pubbliche». 
Mamma mia! Stavolta spuntano tre sfide a duello: da parte del padre della signora, un colonnello pluridecorato dell'aeronautica militare a riposo, del marito, anch'egli ufficiale dell'aeronautica e della stessa signora, che sa tirar di scherma. 
Mentre De Gasperi cerca di sbollire le acque, l’onorevole sfidato sostiene che, da buon cattolico, non può toccar la spada.
A questo punto interviene Totò, e perbacco, se c’è in ballo una delicata questione, solo un principe come De Curtis, un uomo di mondo come lui, la può dirimere:
«Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti.
La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
Abusi del genere comportano l'obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all'attenzione pubblica, per ogni loro atto.
Non si pretende da Lei , dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa.
principe Antonio Focas Flavio Comneno De Curtis» (Avanti!, 23 novembre 1950)
Sembra che Totò non abbia mai ricevuto risposta e il processo per la querela non fu mai celebrato, per amnistia, di tre anni dopo.
Corsi e ricorsi...

venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della Memoria



Giappone, 21 settembre 1945. Alla stazione di Kobe, il quattordicenne Seita muore di inedia. Il suo fantasma ripercorre i tragici eventi degli ultimi quattro mesi: i bombardamenti americani, il cadavere della madre sfigurato dalle ustioni, il padre a difendere la gloria dell`Impero nella sua bianca uniforme da ufficiale di marina, Seita e la sorellina Setsuko soli contro il mondo impazzito. E poi la paura, la mancanza di soldi, i furti, la fame. Questa notte spaventosa è rischiarata dai flebili bagliori delle lucciole. Ma all`alba non ne rimarrà più nessuna...

mercoledì 25 gennaio 2012

Talebani verdi


Un certo scalpore ha sollevato lo spettacolo "Sul concetto di volto nel Figlio di Dio" di Romeo Castellucci, rappresentato al teatro Franco Parenti di Milano, culminate in una lettera in cui la Santa Sede bolla la rappresentazione come offensiva.
Ieri sera un centinaio di persone di Militia Christi, insieme con qualche leghista si sono radunate in piazzale Libia, a Milano per celebrare una messa di riparazione.
Ad officiare la funzione da un camioncino addobbato come un altare, il reverendo don Floriano Abrahamowicz.
Don Floriano non è nuovo alle cronache: lefebvriano, negazionista, nel 2009 dichiarava che “Le camere a gas [nei campi di contramento nazisti n.d.r.] servivano per disinfettare”, nel 2007, alla presenza del gotha verde leghista aveva benedetto il parlamento padano di Vicenza.
Don Floriano non poteva non essere amico di un altro fanatico della disinfestazione: l'eurodeputato Mario Borghezio, presidente dell'associazione "Padania Cristiana", per chi officia le sacre funzioni.
Un ottimo esempio nella settimana in cui si ricorda la Giornata della Memoria.

lunedì 23 gennaio 2012

Foto ricordo... il mare


Se dovessi spiegare l'Italia ad un marziano, il disastro della Costa Concordia potrebbe essere un buon paradigma.
Se il comandante Schettino è il modello del capo che schianta la nave sugli scogli mentre va a puttane, l'armatore sembra uscire direttamente da un film della Wertmüller, "Travolto da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto".
Se la macchina dei soccorsi è inappuntabilmente efficiente, forse proprio perchè non è intervenuta la Protezione Civile, che dire delle decine di turisti e curiosi che, sfruttando la domenica, sono sbarcati numerosi all'isola del Giglio e hanno scattato la foto ricordo di fronte al relitto spiaggiato della nave?
L'insana passione delle future nonne di poter dire ai nipotini increduli, davanti al caminetto, in una serata di freddo inverno: "...io c'ero...", sembra la stessa che pervadeva la folla dei libici di farsi fotografare accanto alla salma sparata di Gheddafi.
E' l'Italia che và: belle fighe, loschi figuri, miseri figuranti e cattive figure.

sabato 21 gennaio 2012

Ricorrenze

Il 21 gennaio è una data storica.
Nel 1793, a Parigi, veniva decapitato Luigi XVI.
Arrestato, durante l'insurrezione del 10 agosto 1792, sospeso dalle funzioni monarchiche, processato dalla Convenzione Nazionale, giudicato colpevole di alto tradimento e condannato alla ghigliottina.
Sempre il 21 gennaio ma del 1921 si ricorda anche la nascita del Partito Comunista d'Italia in un oscuro teatro di Livorno.
Non solo le date accomunano Luigi XVI al Partito Comunista Italiano, entrambe sono cadaveri da tempo.