Due notizie della scorsa settimana hanno meritato il solito fragoroso silenzio della maggior parte dei media.
La prima riguarda il nostro ex primo ministro, condannato in via definitiva per evasione fiscale.
Mr. Banana sabato 31 agosto ha firmato i 12 referendum proposti dal Partito Radicale di Pannella. Niente di strano se accanto ai referendum che vorrebbero riformare la giustizia e il finanziamento pubblico dei partiti, non ce ne fossero due: quello relativo all’immigrazione, con l'abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare e quello relativo al carcere per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti.
Chissà cosa penseranno ora gli elettori e le elettrici dello schizofrenico Silvio sul voltafaccia del leader del governo che ha emanato le leggi Bossi-Fini sull'immigrazione a Fini-Giovanardi sulle droghe.
La seconda riguarda il neo segretario del PD, l'ex sindacalista Gugliemo Epifani che frequenterebbe, senza esserne iscritto, il "Circolo Antico Tiro al Volo" ai piedi del nobile quartiere romano dei Parioli.
L'iscrizione al circolo costa 30mila euro più 3.500 euro a testa all'anno, poco più del dopolavoro ferroviario.
Durante la puntata di "Presa Diretta" andata in onda lunedì 2 settembre, il responsabile della struttura, l'avvocato Michele Anastasio Pugliese, aveva detto che Epifani era un socio. Il segretario del Pd ha smentito. Certo è che Epifani quella struttura la conosce e la frequenta. Non versa la ricca quota per l'iscrizione annuale, tuttavia oltre a sceglierla per festeggiare, nel 2010, il suo 60° compleanno, l'ha scelta spesso per cenare con la moglie e con qualche amico come lui stesso ha ammesso: “Ma non faccio sport, ci vado qualche sera. Cercavo un posto a modo per un rinfresco con gli amici”. Tra gli amici ci sono anche i due segretari di CISL e UIL, Pezzotta e Angeletti che, fin dal 2004, usavano la prestigiosa struttura per i loro vertici sindacal-governativi.
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domenica 8 settembre 2013
venerdì 10 agosto 2012
Capitan Maroni
I politici sono lo specchio del paese da cui vengono.
Nulla di strano allora se nel paese dei santi, dei poeti e dei navigatori ce sia qualcuno che, nel periodo estivo, decida di emulare le gesta di Cristoforo Colombo o di Amerigo Vespucci.
Ce ne sono in tutti gli schieramenti e soprattutto di tutti i prezzi: si va dal politico locale che sceglie il pattino ferragostano, a chi, come Berlusconi, si fa ritrarre su un natante così grande da contenere a malapena il proprio ego.
C'è chi, come il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, se lo fa "prestare" da un amico, e chi, come Massimo D'Alema, la barca con gli amici, se la compra.
C'è chi, come il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che la barca la usa per fare il sub in aree protette e chi, come Italo Bocchino usa la barca per le vacanze con le figlie e l'amica con le grosse polene.
Niente di nuovo quindi se anche i verdi politici padani, ad agosto lasciano le amene montagne per trastullarsi coi natanti.
Del dossier ordinato dall'ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, sull'ex Ministro dell'Interno Bobo Maroni ne avevamo già sentito parlare nello scorso febbraio.
Secondo il dossier Bobo sarebbe proprietario di un catamarano e di due motoscafi. Il primo sarebbe intestato a una società di un prestanome. Uno dei motoscafi, invece, sarebbe stato recentemente trasferito a Portorose in Slovenia.
"Il dossier che ho visto - replicava Maroni - contiene cose inverosimili o inventate di sana pianta". Belsito è fuori, e l'incidente sembrava chiuso.
Tutto fino all'inizio del mese d'agosto, quando Fernando Codonesu sindaco di Villaputzu in provincia di Cagliari invita l'attuale segretario nazionale della Lega Nord, a pagare l’ormeggio e i servizi portuali nei tre anni in cui faceva il Ministro degli Interni, e trascorreva i fine settimana al mare di Villaputzu, a bordo del suo magnifico veliero a due alberi da diciassette metri. Sono circa ventimila euro, un bel risparmio e anche un bonus piuttosto imbarazzante per un servitore dello Stato, uno che si è sempre battuto contro i privilegi della casta.
domenica 15 agosto 2010
La più amata dagli italiani
I manganellatori mediatici de "il Giornale" non hanno ancora finito con "la cura" a Fini e, sempre a proposito della famosa casa di Montecarlo, producono storie, documenti, testimonianze.
Ultima, solo in ordine di tempo, riguarda la cucina con cui sarebbe stato arredato il famoso appartamento. Chissà se la cucina era una delle famose Scavolini.
Spuntano improbabili rivendite di periferia, testimoni che si licenziano per poter testimoniare, arredatori con il metro flessibile, autotrasportatori che trasportano/non trasportano.
Tutto fa brodo, come in una soap sudamericana di seconda categoria.
Gli ingredienti ci sono tutti: il potere, i soldi, la politica, le donne, gli intrighi, l’amore, l’odio, la fazione, il clan, le case, le auto di lusso, il jet-set, la televisione, i ricchi arricchiti, la nobiltà, la miseria, la generosità, la debolezza e la forza. I fatti a che servono? Solo un inutile orpelloso accessorio.
Gli italiani che possono leggono di queste cose sotto l'ombrellone della spiaggia assolata. Quelli che non possono sul divano di casa in un piovoso ferragosto. Il chiacchericcio politico gioca, sulla pelle di entrambe, il presente e il futuro.
Ultima, solo in ordine di tempo, riguarda la cucina con cui sarebbe stato arredato il famoso appartamento. Chissà se la cucina era una delle famose Scavolini.
Spuntano improbabili rivendite di periferia, testimoni che si licenziano per poter testimoniare, arredatori con il metro flessibile, autotrasportatori che trasportano/non trasportano.
Tutto fa brodo, come in una soap sudamericana di seconda categoria.
Gli ingredienti ci sono tutti: il potere, i soldi, la politica, le donne, gli intrighi, l’amore, l’odio, la fazione, il clan, le case, le auto di lusso, il jet-set, la televisione, i ricchi arricchiti, la nobiltà, la miseria, la generosità, la debolezza e la forza. I fatti a che servono? Solo un inutile orpelloso accessorio.
Gli italiani che possono leggono di queste cose sotto l'ombrellone della spiaggia assolata. Quelli che non possono sul divano di casa in un piovoso ferragosto. Il chiacchericcio politico gioca, sulla pelle di entrambe, il presente e il futuro.
venerdì 13 agosto 2010
Fini? Importa sega...
Se non fosse per la tragicità del momento sarebbe anche abbastanza divertente veder al volar di stracci nel centro destra italiano. Berlusconi, la cui presidenza è messa in crisi dal Presidente della Camera Fini, scatena i suoi squadristi mediatici che, arrotolato "il Giornale" a mò di manganello, menano a più non posso.
Salta fuori una casa a Montecarlo, lascito di una "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" ad AN, venduta dalla stessa AN ad un'immobiliare del paradiso fiscale delle Piccole Antille. Affittata (...ma guarda il caso!) al fratello dell'attuale compagna del Presidente della Camera, tal Elisabetta Tulliani.
La Tulliani sembra, a detta dell'ex signora Fini, una «professionista» dell’arrampicamento sociale, basta pensare alla sua relazione con Lucianone Gaucci, l'otaria travestita da ex presidente del Perugia Calcio. Gaucci definisce la Tulliani: “una donna assetata di denaro”, che gli ha “tolto tutto quel che poteva”. E detto da un maramaldo di sette cotte come Gaucci e tutto dire.
La Tulliani fece notizia oltre che per la relazione con Gaucci anche per gli scatti (...presi da un paparazzo?) nel giugno 2008 mentre, a Porto Ercole, fa una "pippa", ricambiata, al Presidente della Camera.
Insomma è il solito refrain della politica nazionale: appena qualcuno storce il naso, ci si affretta a dimostrare che anche lui ha le mani sporche di marmellata. Il bello è che spessissimo ci si riesce.
Salta fuori una casa a Montecarlo, lascito di una "Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare" ad AN, venduta dalla stessa AN ad un'immobiliare del paradiso fiscale delle Piccole Antille. Affittata (...ma guarda il caso!) al fratello dell'attuale compagna del Presidente della Camera, tal Elisabetta Tulliani.
La Tulliani sembra, a detta dell'ex signora Fini, una «professionista» dell’arrampicamento sociale, basta pensare alla sua relazione con Lucianone Gaucci, l'otaria travestita da ex presidente del Perugia Calcio. Gaucci definisce la Tulliani: “una donna assetata di denaro”, che gli ha “tolto tutto quel che poteva”. E detto da un maramaldo di sette cotte come Gaucci e tutto dire.
La Tulliani fece notizia oltre che per la relazione con Gaucci anche per gli scatti (...presi da un paparazzo?) nel giugno 2008 mentre, a Porto Ercole, fa una "pippa", ricambiata, al Presidente della Camera.
Insomma è il solito refrain della politica nazionale: appena qualcuno storce il naso, ci si affretta a dimostrare che anche lui ha le mani sporche di marmellata. Il bello è che spessissimo ci si riesce.
venerdì 30 luglio 2010
L'è burlà giò dal predellino dell' auto in corsa
La notizia del giorno sulla separazione tra Berlusconi e Fini non merità granchè commento, sembra il romanzo di Gabriel García Márquez: "Cronaca di una morte annunciata".
Così, mentre i vicini del piano di sopra litigano e si spaccano il servizio buono sulla testa, noi attendiamo pazientemente che finiscano per poter andare a dormire.
Intanto, in studio, Mariolina Moioli (Assessore al Comune di Milano del PDL con deleghe alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali ) e Stefano Bolognini (Assessore alla provincia di Milano della Lega Nord con deleghe a Sicurezza - Polizia provinciale - Protezione civile - Prevenzione - Turismo) disquisiscono sul doppio incarico dei politici. Con i compagni di partito che hanno non solo si guardano bene dallo stigmatizzare l'iniziativa ma, prendendone le dovute distanze personali, la difendono
Mariolina afferma che lei, con tutto il lavoro che ha, non ce la farebbe ma che se i suoi compagni di partito ce la fanno, perchè no? L'astuto Bolognini la butta in economia affermando che doppio incarico non significa doppio emonumento.
Cara suor Mariolina e caro padano il problema non sta nella capacità o meno di svolgere un secondo o un terzo lavoro o nell'emonumento ma nella limitazione dell'apporto democratico.
Meno teste, meno partecipazione, meno pensiero.
Per fortuna oggi è la penultima puntata e da sabato si va in ferie.
Buone vacanze.
Così, mentre i vicini del piano di sopra litigano e si spaccano il servizio buono sulla testa, noi attendiamo pazientemente che finiscano per poter andare a dormire.
Intanto, in studio, Mariolina Moioli (Assessore al Comune di Milano del PDL con deleghe alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali ) e Stefano Bolognini (Assessore alla provincia di Milano della Lega Nord con deleghe a Sicurezza - Polizia provinciale - Protezione civile - Prevenzione - Turismo) disquisiscono sul doppio incarico dei politici. Con i compagni di partito che hanno non solo si guardano bene dallo stigmatizzare l'iniziativa ma, prendendone le dovute distanze personali, la difendono
Mariolina afferma che lei, con tutto il lavoro che ha, non ce la farebbe ma che se i suoi compagni di partito ce la fanno, perchè no? L'astuto Bolognini la butta in economia affermando che doppio incarico non significa doppio emonumento.
Cara suor Mariolina e caro padano il problema non sta nella capacità o meno di svolgere un secondo o un terzo lavoro o nell'emonumento ma nella limitazione dell'apporto democratico.
Meno teste, meno partecipazione, meno pensiero.
Per fortuna oggi è la penultima puntata e da sabato si va in ferie.
Buone vacanze.
venerdì 16 aprile 2010
Il buono, il brutto e il cattivo
Capriccetti nel PDL con finta resa dei conti. Fini accusa Berlusconi di "deriva leghista" e minaccia la costituzione di un nuovo gruppo parlamentare Berlusconi risponde minacciando a sua volta la scissione del partito. La politica già ingessata tra una puttana e un travestito, tra una mazzetta e un'elezione non vedeva l'ora di fare ancora un po' di melina invece di affrontare i problemi della gente che, concreti e reali come macigni, restano sul tappeto mentre Fini e Berlusconi litigano per il gelato.
Il rischio di elezioni anticipate con tutto quello che segue sembra concreto, ma ad Aria Pulita si chiacchera del Sindaco di Adro e di alunni interdetti dal servizio mensa.
Mando la solita mail di alleggerimento:
"La notizia del giorno riguarda la crisi interna del PDL che rischia la scissione. Aria Pulita continua a parlare di Adro, del suo sindaco lego-populista e dell'imprendi-benefattore. Sarete mica in registrata?"
Simona Arrigoni mi risponde dal video, dicendo che ai politici presenti in studio la cosa non interessa molto (sic!).
Bontà loro...!
Il rischio di elezioni anticipate con tutto quello che segue sembra concreto, ma ad Aria Pulita si chiacchera del Sindaco di Adro e di alunni interdetti dal servizio mensa.
Mando la solita mail di alleggerimento:
"La notizia del giorno riguarda la crisi interna del PDL che rischia la scissione. Aria Pulita continua a parlare di Adro, del suo sindaco lego-populista e dell'imprendi-benefattore. Sarete mica in registrata?"
Simona Arrigoni mi risponde dal video, dicendo che ai politici presenti in studio la cosa non interessa molto (sic!).
Bontà loro...!
sabato 14 marzo 2009
Lezioni di piano
Neanche l'introduzione del voto digitale alla camera ferma i "furbetti".Ad oggi, sono ancora 21 i deputati si sono rifiutati di dare le loro 'minuzie' (impronte digitali); e cosi', il 12 marzo scorso, due parlamentari non hanno resistito al gusto della trasgressione ed hanno votato per altrettanti colleghi 'renitenti'.
Riporta l'ANSA: I 'pianisti' sono Guido Dussin della Lega e Carmelo Lomonte dell'Mpa, che e' vicepresidente del gruppo Misto. I due, che risultano tra quelli che hanno rilasciato le 'minuzie', hanno votato anche per i rispettivi colleghi di gruppo Matteo Salvini ed Elio Belcastro, i quali invece appartengono alla pattuglia dei 21 deputati che si sono rifiutati di farlo e che, quindi, votano con il vecchio sistema.
Dussin, come ha potuto constatare l'ANSA, ha coperto il meccanismo di voto di Salvini, che non era in Aula, con una copia della 'Gazzetta dello sport' sotto cui ha infilato la mano per votare. Piu' disinvolto nell'azione invece Lomonte, che non ha coperto la mano 'incriminata': le lucette del sistema elettronico si sono viste accese al momento del voto sia al suo posto sia a quello del collega Belcastro.
Dai tabulati delle votazioni emerge che sia Salvini sia Belcastro erano presenti e votanti: ma ne' Salvini ne' Belcastro in quel momento erano al loro posto in Aula.
Il presidente della Camera Fini, sensibilmente alterato, preannuncia sanzioni e intanto, difende il nuovo sistema di voto da lui fortemente voluto: "Funziona. Serve al buon nome del Parlamento, perchè nessuno è stato condannato a fare il deputato, anzi molti hanno implorato di farlo. E comunque tutti sono compensati in modo dignitoso per il proprio mandato".
Rincara la dose rilevando che "si era raggiunto un livello insopportabile a danno della credibilità del Parlamento, con deputati che votavano come polipi per garantire la diaria a chi non c'era".
Matteo Salvini, interpellato, si dichiara sorpreso: "Sono stato in Aula durante tutto il periodo dei lavori, assentandomi solo per pochi minuti per un normale bisogno fisiologico".
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