domenica 8 aprile 2012

Settimana di passione


Quest'anno il calendario liturgico della Settimana Santa è stato particolarmente aderente alle vicessitudini della famiglia Bossi e più in generale della Lega Nord.
Le celebrazioni cominciano martedì scorso, il due aprile, quando il figlio del Senatür, il piccolo Roberto Libertà, viene condannato per aver insultato e colpito a Laveno Mombello con gavettoni pieni di candeggina un militante di Rifondazione Comunista. I fatti risalgono alla Campagna elettorale del 2010, quando Roberto Libertà Bossi aveva 19 anni.
Ma è solo l'acquazzone iniziale.
A grandinare davvero inizia mercoledì quando cominciano a trapelare le indiscrezioni della magistratura sul tesoriere nazionale della Lega Nord: Francesco Belsito.
Nel marzo scorso, attraverso un'operazione congiunta tra le procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria in un'inchiesta sui finanziamenti della Lega, Belsito viene indagato per le ipotesi di reato di appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato, proprio in relazione ai finanziamenti pubblici che la Lega percepisce come rimborsi elettorali, e che sarebbero stati utilizzati dalla famiglia Bossi. Belsito, mercoledì, rassegna le dimissioni da tesoriere della Lega. Ma lo tsunami ormai è inarrestabile.
Giovedì c'è una perquisizione della magistratura nella sede Milanese della Lega di via Bellerio.
Le notizie che si susseguono sono inquietanti: gli investimenti della Lega in Tanzania sarebbero solo la punta dell'iceberg.
Si parla di riciclaggio di fondi neri, viaggi, alberghi e cene pagate sia ai figli di Umberto Bossi che all'ex vicepresidente del Senato e segretario generale del Sindacato padano, Rosy Mauro, con i soldi ottenuti per i rimborsi elettorali. 
Non solo: parte dei fondi sarebbero serviti a pagare i lavori di ristrutturazione della villa di Gemonio di Umberto Bossi. Francesco Belsito secondo gli accertamenti degli investigatori, avrebbe utilizzato le somme per pagare soggiorni e cene ai figli del leader della Lega Nord e Rosy Mauro. Addirittura per comperare la laurea al "trota", alla stessa Mauro e al fidanzato di lei. 
Belsito, da quanto si è appreso, avrebbe avuto comportamenti illeciti anche quando era sottosegretario alla semplificazione nel governo Berlusconi, e sarebbe indagato anche per riciclaggio, nell'ambito del filone reggino dell'inchiesta. Secondo l'accusa, sarebbe stato legato a un intermediario ligure che a sua volta era in stretto contatto con esponenti della cosca della 'ndrangheta De Stefano di Reggio, la più potente della città insieme a quella dei Condello.
La vicenda ha scombussolato l'intero partito ed infatti il giovedì santo, siamo all'ultima Cena: il Senatür si è dimette da segretario federale, incarico che ricopriva dal 1989.
La situazione è pesantissima comincia il venerdì di passione.
Mi ritornano in mente le parole del Presidente del consiglio Regionale della Lombardia, l'inquisito leghista Davide Boni: "Un militante della lega ladro, più che della magistratura deve aver paura di Umberto Bossi!"
L'uomo ladro non lo fa più l'occasione, dev'essere la paura.

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