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lunedì 13 gennaio 2014

Il Tar annulla il voto in Piemonte

Come sempre più spesso accade, dove la politica non riesce a risolvere i problemi, ci mette una pezza la magistratura.
E' della scorsa settimana la sentenza del TAR del Piemonte che, a quasi 4 anni di distanza, annulla le elezioni regionali che hanno eletto Roberto Cota a presidente.
In questo periodo: ricorsi, udienze, una condanna – arrivata fino al terzo grado di giudizio – per falsificazione delle firme sul fronte del Centrodestra e un patteggiamento per lo stesso reato sul versante opposto. 
Accolto dunque il ricorso dell'ex governatore Mercedes Bresso, si apre la via al voto anticipato per la Regione Piemonte con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza.
La vittoria di Pirro.
Roberto Cota, dal canto suo , ha spiegato che intende presentare immediato ricorso al Consiglio di Stato e ottenere una sospensiva della sentenza del TAR in attesa del pronunciamento del più alto grado di giudizio amministrativo.
In questo letamaio spunta anche la voce del neo segretario della Lega Nord, Matto Salvini.
Sabato sera a margine della manifestazione leghista a sostegno della Giunta Regionale guidata da Cota (40 persone secondo la Questura, più credibilmente trecento), Salvini ha chiuso il comizio con queste parole: "La prossima volta che toccheranno un leghista, mille, 2mila, 10mila persone si mobiliteranno, pacifiche ma non tanto. Qualcuno dovrà avere paura ma la paura fa bene".
Uno degli aspetti più significativi della vicenda è che dal maggio del 2010 la Regione Piemonte ha speso circa 100 mila euro in spese legali per difendersi dai ricorsi dell’ex presidente, dei Verdi, dei radicali e dell’Udc. 
Insomma loro litigano ma i cazzotti in faccia li prendiamo noi.

venerdì 19 aprile 2013

Spese pazze... consiglieri indagati

Le briglie del cavallo, i pneumatici per l'auto, i vestiti acquistati da Olimpic, il negozio delle grandi griffe di Torino. Un «massaggio particolare» da tremila euro effettuato da una ragazza non italiana. Gioielli di Cartier. Abbonamenti al solarium, sedute ai centri benessere. Panettoni, champagne e vini pregiati. Moltissimi elettrodomestici, soprattutto frigoriferi e televisioni e un generatore di corrente elettrica. E ancora mobili e un intero trasloco pagato. Libri scolastici e sottofiletti del macellaio, un vassoio d'argento da quattromila euro come regalo di nozze, un ciondolino e un catering per un battesimo. Tutto pagato con i soldi della Regione Piemonte, per un ammontare di oltre un milione e trecentomila euro, dal 2010 al 2012 compreso. 
Sono i primi risultati dell'inchiesta ribattezzata «Sprecopoli».
La guardia di finanza di Torino ha consegnato avvisi di garanzia a 52 consiglieri regionali, compreso il governatore Roberto Cota e il presidente Valerio Cattaneo, entrambi leghisti. Sono quasi tutti accusati di peculato. Avrebbero usato in modo irregolare - spesso per scopi personali – con i finanziamenti erogati dalla Regione per i rimborsi spese dell'attività politica dei gruppi consiliari. Ad alcuni viene contestato anche il finanziamento illecito e a un solo consigliere la truffa, per una fattura falsa per la realizzazione di gadget promozionali.

mercoledì 20 ottobre 2010

Piccolo mondo Antigua

Dopo i 10 giorni di stop ad Annozero, congelati dall'arbitrato e da 200 mila firme, ci aspettiamo almeno un mese di stop a Report.
Contemporaneamente esplode il caso ai compensi della trasmissione di Fazio e Saviano.
Compensi ampiamente coperti dalla pubblicità.
Ma forse, per il direttore RAI Mauro Masi, è meglio far perdere qualche milionata al servizio pubblico piuttosto della faccia alla politica.
Intanto la V sezione del Tribunale di Stato riunita ieri in camera di consiglio a Roma ha accolto il ricorso di Cota, che resta governatore del Piemonte, ma nonostante le pressioni, nessuno, si azzarda a parlare di magistratura che sovverte la volontà popolare.

domenica 19 settembre 2010

La sòla delle alpi

Non è proprio un gran settembre per la Lega Nord.
Dopo la vicenda del Presidente della Regione Friuli, lo svizzero Ballaman, dimessosi perchè beccato a farsi gli affari propri con la macchina di servizio e quella del fimanziamento da 800 mila euro della scuola padana della moglie di Bossi, è arrivata la farsa ridicolo-grottesca della scuola di Adro col sindaco che dopo aver costruito una scuola in padan-style manda i figli alla privata.
Qualche giorno fa la stampa ci ha resi edotti in merito ai succulenti contratti di consulenza sottoscritti dall'amministrazione Cota in Piemonte e ora arriva la notizia del concorso in odore truffaldino alla provincia di Brescia.
Niente male per un partito che, per anni, ha fatto dell'onestà la propria bandiera contro Roma-ladrona.
Per fortuna il Presidente del Veneto Zaia (quello delle quote latte), ha promesso di regalare una copia della Bibbia a tutti gli studenti della regione.
Quella di Zaia sarà un'edizione speciale, dai dieci comandamenti sarà rimosso il settimo: non rubare.

sabato 11 settembre 2010

Federalismo familiare

Mentre i migliori decreti attuativi del giocoso federalismo all'italiana dormono sonni beati in parlamento e chissà se mai saranno risvegliati, il nord leghista scopre il federalismo familiare.
A pochi mesi dall'elezione e nonostante questa sia ancora in forse in attesa del riconteggio delle schede, l'amministrazione della Regione Piemonte s'è già infarcita di mogli, nipoti e amici di amici, con sostanziosi contratti di consulenza.
Ne fa un dettagliato resoconto Tommaso Labate sul "Riformista".
L'elenco è pressochè sconfinato e gli organigrammi sembrano un gigantesco stato di famiglia. Nessuno mette in dubbio le competenze, tuttavia stupisce la quantità di “figli di” che ruota intorno all’amministrazione Cota. La figlia del capogruppo leghista lavora col governatore, la moglie dell'assessore all'Ambiente sta ai Trasporti e dentro il gruppo del Pdl sembran tutti imparentati. Se il marito segue la comunicazione del presidente, la consorte si occupa del braccio destro.
Contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione, consulenze, tutti documentati e documentabili attraverso atti ufficiali protocollati. Stipendi di tutto rispetto e perfino benefit come i buoni pasto.
Nel Piemonte dell'era Cota, per il ricongiungimento familiare non bisogna mica attendere il fine settimana per il pranzo della domenica. Cancellando nomi e simboli potremmo pensare di essere in una qualsiasi delle tanto vituperate regioni del sud con l'assistenzalismo nepotista di stampo democristiano.
Chi ha buona memoria non si stupisce più di tanto ricordando gli stretti legami di parentela che univano i parlamentari europei della lega ai propri portaborse.
Se non fossimo in Italia sarebbe singolare un simile atteggiamento da chi ha fatto le proprie fortune politiche stigmatizzando il "cadreghino"

mercoledì 16 giugno 2010

Più belli che intellgenti

Anch'io come la telespettatrice napoletana trapiantata a Milano, con il maestro di musica milanese trapiantato a Napoli, ieri sera ho visto Roberto Cota (Lega) e Rosy Bindi (PD) ospiti della trasmissione Otto e Mezzo.
Posso esser stato distratto oppure essere arrivato tardi ma la "pippa" sull'inno me la sono risparmiata.
Non mi sono risparmiato invece il commento alla firma di tutte le sigle sindacali, meno la FIOM, all'accordo con la FIAT su Pomigliano d'Arco.
Ad un Cota entusiasta si associava una Bindi più freddina ma non negativa.
Leggendo il testo dell'accordo sembra di essere ripiombati dritti dritti, nel mercato del lavoro degli anni '50.
Questa mattina un ridanciano Davide Boni (Lega), in trasmissione, afferma che quando si parla di facezie lui ride e scherza ma è serissimo quando si parla di cose importanti.
A ben guardarlo sembra che di cose serie ce ne siano rimasta davvero poche...

venerdì 2 aprile 2010

Governators

Il veccho adagio dice: "Chi ben comincia è a metà dell'opera!"
I due verdi governatori della padania hanno cominciato subito benissimo.
A genuflettersi.
In ginocchio, davanti al sacro soglio, prendono posizione contro la distribuzione e l'uso della pillola abortiva RU486.
Questi "governatori" leghisti hanno dell'incredibile.
Passano la campagna elettorale a parlare di libertà e di autoderminazione; poi appena s'insediano la prima cosa che fanno è ostruzionismo alla libertà di autodeterminazione delle donne.
Ma le donne che li hanno votati lo sapevano o si sono recate ai seggi rapite, come i topi del Pifferaio Magico, dalle note del Nabucco?
Comunque è abbastanza comprensibile l'allergia dei presidenti delle regioni Piemonte e Veneto nei confronti della pillola antiabortiva.
Se ci fosse stata a suo tempo, probabilmente oggi non ci sarebbero stati loro.

martedì 23 febbraio 2010

Onda alta

Confesso che è sempre più difficile scrivere alla vostra trasmissione non perchè non ci siano notizie degne di essere commentate, ma perchè non ci sono politici degni di commentare.
Ieri ennesima retata bipartisan, per mazzette, a Trezzano un comune dell'hinterland milanese, ma tranquilli non è una nuova tangentopoli, sono solo singoli che sbagliano.
Sempre ieri Marcello Veneziani dalle pagine de "il Giornale" sentenzia che "non esplode la rivolta solo perché la nausea ora prevale sul dissenso, il disgusto frena la ribellione."
La rivolta c'è già chi non la vede è solo perchè non vuole: è quella dei cittadini stanchi della politica.
Stanchi di questa politica che non vanno più a votare.
La Lega, prontissima, attraverso Cota, candidato alla Regione Piemonte dice “stop ai condannati!”.
Se dicesse davvero “stop ai condannati” perderebbe contemporaneamente il Ministro delle riforme istituzionali, Bossi per la tangente Enimont e il Ministro dell’Interno, Maroni, per resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio.
Quasi quasi ci sarebbe da dargli fiducia.

Dallo studio, dopo la lettuta della mail, interviene Massimo Zanello (Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia - Lega): "Non è vero!"
Una volta tanto mi sento di dargli ragione, dare fiducia a Cota non è una buona idea.