Grande scalpore hanno destato le richieste presentate dal gruppo svedese Electrolux ai sindacati, nel corso della riunione fiume di ieri a Mestre: sospensione degli effetti della contrattazione di secondo livello che vale circa 130 euro al mese sugli attuali stipendi medi da 1.350, chiusura dello stabilimento di Porcia (Pn), taglio dell'80% dei 2.700 euro di premio aziendale e riduzione dell'orario a 6 ore.
Decisamente meglio, però, rispetto alle voci che erano trapelate nei giorni scorsi in cui si accennava alla possibilità di ridurre gli stipendi a 700/800 euro incrementando i livelli di produzione.
I lavoratori protestano, i sindacati s'indignano, i politici prima si stracciano le vesti poi si si mandano bellamente a quel paese, esattamente come accaduto tra il presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani e l'ex sindaco di Padova e ora ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato: baruffe chiozzotte...
La politica è impotente e, come sempre, è il cittadino che deve almeno provare a difendersi da solo.
Nel 2000 la giornalista Naomi Klein scriveva "No Logo".
Una delle teorie espresse riguardava il consumo critico e il consumo consapevole.
Se un'azienda rischiasse di veder "evaporare" in pochi mesi il proprio fatturato probabilmente ci penserebbe, non una ma dieci volte, anche solo prima di pensare ad un certo tipo di proposte.
Da oggi non acquisterò più nulla prodotto dal gruppo Electrolux.
Chiunque volesse seguire il mio esempio, troverà QUI un comodo elenco di brand da evitare.
P.S.
Nel 1986, dopo la porcata della vendita dell'Alfa Romeo, fa ho giurato che, in vita, non avrei mai più acquistato auto del gruppo FIAT.
Promessa mantenuta.
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martedì 28 gennaio 2014
martedì 18 settembre 2012
Te l'avevo detto!
Te l'avevo detto!
Il senso di fastidio nel dire queste tre parole è superato di gran lunga solo dall'imbarazzo di sentirsele rivolgere.
Te l'avevo detto: non sono passati neanche due anni dal referendum con cui la FIAT aveva ricattato i propri dipendenti con la chimera dei 20 miliardi d'investimenti del piano "Fabbrica Italia", che il piano non esiste più.
Sergio Marchionne l'ha annunciato, ufficialmente, due giorni fa.
Questa mattina, dalle pagine di Repubblica l'AD del gruppo torinese risponde alle critiche che Diego Della Valle aveva portato nei confronti della scarsa capacità imprenditoriale del gruppo torinese, informandoci che non compererà più le scarpe della Tod's.
venerdì 14 gennaio 2011
Referendum col trucco
Fiat Mirafiori: il sì ha vinto grazie al voto degli impiegati che non sono coinvolti direttamente nella vicenda: sì 2.735 voti 54,05%, no 2.325 45,95%.
Al seggio 5, quello degli impiegati, 421 sì, contro 20 no.
La maggioranza silenziosa, quella dei colletti bianchi, è tornata.
Ha fottuto di nuovo gli operai quelli delle catene.
E mentre il presidente della Fiat, John Elkann, ha commentato: "Ora bisogna archiviare le polemiche e le contrapposizioni, affrontando le sfide che abbiamo davanti in modo costruttivo" l’a.d. del Lingotto Sergio Marchionne ha definito quella dei lavoratori "una scelta coraggiosa".
E se lo dice anche lui c'è davvero da credergli.
Intanto referendum o meno per tutto il 2011, a Mirafiori, continuerà la cassa integrazione a spese di "pantalone".
Questo nonostante il faraonico posizionamento dei nuovi titoli in borsa.
In Fiat cambiano padroni e manager ma l'adagio di privatizzare i profitti e socializzare le perdite è più che mai valido.
"Lo schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché il vero schiavo non è mica quello con la catena al piede, quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà" (Silvano Agosti)
Al seggio 5, quello degli impiegati, 421 sì, contro 20 no.
La maggioranza silenziosa, quella dei colletti bianchi, è tornata.
Ha fottuto di nuovo gli operai quelli delle catene.
E mentre il presidente della Fiat, John Elkann, ha commentato: "Ora bisogna archiviare le polemiche e le contrapposizioni, affrontando le sfide che abbiamo davanti in modo costruttivo" l’a.d. del Lingotto Sergio Marchionne ha definito quella dei lavoratori "una scelta coraggiosa".
E se lo dice anche lui c'è davvero da credergli.
Intanto referendum o meno per tutto il 2011, a Mirafiori, continuerà la cassa integrazione a spese di "pantalone".
Questo nonostante il faraonico posizionamento dei nuovi titoli in borsa.
In Fiat cambiano padroni e manager ma l'adagio di privatizzare i profitti e socializzare le perdite è più che mai valido.
"Lo schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perché il vero schiavo non è mica quello con la catena al piede, quanto quello che non è più capace di immaginarsi la libertà" (Silvano Agosti)
lunedì 25 ottobre 2010
Marchiano
Ieri sera, Marchionne, un'icona dei capitani coraggiosi del PD, affermava: «Senza l’Italia, Fiat farebbe meglio».
Sputazzare sul piatto su cui s'è mangiato è uno sport nazionale in crescita come il golf.
Tutti i governi italiani del secolo scorso, senza distinzione, hanno immolato l'intero paese agli Agnelli.
L'ultima guerra mondiale ci ha liberato dalla monarchia piemontese Savoiarda ma non dalla monarchia piemontese dell'auto Fiat.
Marchionne e la sua azienda se ne vadano pure da subito.
Anche l'Italia senza la Fiat starebbe meglio.
Sputazzare sul piatto su cui s'è mangiato è uno sport nazionale in crescita come il golf.
Tutti i governi italiani del secolo scorso, senza distinzione, hanno immolato l'intero paese agli Agnelli.
L'ultima guerra mondiale ci ha liberato dalla monarchia piemontese Savoiarda ma non dalla monarchia piemontese dell'auto Fiat.
Marchionne e la sua azienda se ne vadano pure da subito.
Anche l'Italia senza la Fiat starebbe meglio.
giovedì 9 settembre 2010
Fumoso
Che sta succedendo al lavoro?
Federmeccanica disdetta il contratto annuale.
Quelli, come me, che dicevano che il referendum FIAT su Pomigliano d'Arco era solo il rompighiaccio di una nuova politica imprenditoriale non hanno dovuto attendere molto. Facili profeti.
Ieri alla festa del PD a Torino a Bonanni, che ha approvato la scelta di Federmeccanica, è stato impedito di parlare in modo un po' brusco.
Lui s'è risentito.
Unanime riprovazione del mondo politico e sindacale.
Strano paese questo, se contesti ti riprovano, se calpesti i diritti, stracci gli accordi presi e usi il sindacato per fare gli interessi del padrone, sei un eroe riformista.
Federmeccanica disdetta il contratto annuale.
Quelli, come me, che dicevano che il referendum FIAT su Pomigliano d'Arco era solo il rompighiaccio di una nuova politica imprenditoriale non hanno dovuto attendere molto. Facili profeti.
Ieri alla festa del PD a Torino a Bonanni, che ha approvato la scelta di Federmeccanica, è stato impedito di parlare in modo un po' brusco.
Lui s'è risentito.
Unanime riprovazione del mondo politico e sindacale.
Strano paese questo, se contesti ti riprovano, se calpesti i diritti, stracci gli accordi presi e usi il sindacato per fare gli interessi del padrone, sei un eroe riformista.
mercoledì 28 luglio 2010
Parallelismi
Singolare come le vicende di questi giorni mostrino paralleli così marcati:1. La badante italiana e il senatore della repubblica, entrambe indagati, s'avvalgono della facoltà di non rispondere.
La prima malmenava una vecchia malata, il secondo malmenava sani e malati senza distinzione.
2. Il "vicesceriffo" trevigiano Gobbo solo qualche mese fa proponeva Saviano come candidato della Lega Nord in Campania.
Anche Castelli, dopo le uscite di Saviano sulla poca attenzione leghista in merito all'infiltrazione camorrista al nord, propone di mettere una croce sullo scrittore campano.
3. Omsa e FIAT decolacalizzano la produzione in Serbia.
Che gambe (levate)!
mercoledì 9 giugno 2010
Viaggi nel tempo
La tecnologia ormai avanza ad una velocità incredibile.
Spesso neanche i più attenti riescono a stare al passo coi tempi.
E' il momento dei viaggi nel tempo.
Ieri sera rientrando dal lavoro intercetto al radiogiornale la notizia dell'accordo proposto dalla FIAT ai lavoratori di Pomigliano d'Arco per spostare la produzione della PANDA dalla Polonia all'Italia.
Si apre un varco temporale e piombo diretto negli anni '50!
In sintesi: i turni giornalieri passano da due a tre, licenziamento in caso di lunga malattia, interruzione della retribuzione oltre il terzo giorno di malattia, permessi di lavoro solo in caso di elezioni delle rappresentanze sindacali, pause pranzo di 30 minuti solo alla fine del turno di lavoro, deroga alla legge che prevede 11 ore di riposo tra un turno e l'altro.
I sindacati trattano.
Il viaggio nel tempo ha ancora necessità di qualche messa a punto: sembrano gli anni '50 in Italia, ma in realtà sono gli stati americani de "La capanna dello zio Tom".
Spesso neanche i più attenti riescono a stare al passo coi tempi.
E' il momento dei viaggi nel tempo.
Ieri sera rientrando dal lavoro intercetto al radiogiornale la notizia dell'accordo proposto dalla FIAT ai lavoratori di Pomigliano d'Arco per spostare la produzione della PANDA dalla Polonia all'Italia.
Si apre un varco temporale e piombo diretto negli anni '50!
In sintesi: i turni giornalieri passano da due a tre, licenziamento in caso di lunga malattia, interruzione della retribuzione oltre il terzo giorno di malattia, permessi di lavoro solo in caso di elezioni delle rappresentanze sindacali, pause pranzo di 30 minuti solo alla fine del turno di lavoro, deroga alla legge che prevede 11 ore di riposo tra un turno e l'altro.
I sindacati trattano.
Il viaggio nel tempo ha ancora necessità di qualche messa a punto: sembrano gli anni '50 in Italia, ma in realtà sono gli stati americani de "La capanna dello zio Tom".
giovedì 28 gennaio 2010
Capitalismo in salsa rosa
Così come la fissazione di Nando Mericoni (Alberto Sordi) consisteva nell' "americanizzare" tutto ciò che lo circondava, anche il nostro Marchionne sta lanciando la via statunitense alla consunta imprenditorialità italica.
Marchionne è un uomo tutto d'un pezzo, un lavoratore che non ha tempo di indossare la giacca e la cravatta: casual style: pochi fronzoli e tanta sostanza.
Il frutto di tanto lavoro si vede: il rilancio della FIAT, l'accordo con Chrysler, la promessa chiusura di strutture economicamente improduttive come Termini Imerese e, prprio ieri, finalmente i dividendi per gli azionisti.
Appena il tempo di vuotare le coppe di champagne che arriva la richiesta di Cassa Integrazione per 15 giorni per tutti gli stabilimenti FIAT italiani.
Il nuovo corso del capitalismo italiano: privatizzare gli utili e socializzare le perdite.
“Macarò… m'hai provocato e io me te magno!”
giovedì 24 settembre 2009
George e Mildred
Questa mattina sono ospiti in trasmissione Arianna Censi (PD - Trombata alla Provincia di Milano alle ultime elezioni amministrative) e Giancarlo Pagliarini (Ex senatore, autotrombatosi dalla Lega nord nel 2003 - ritrombato con "La Destra" alle politiche del 2008).Censi e Pagliarini sembrano i George e Mildred della fortunata serie televisiva: sempre insieme ma divisi su tutto. Chiedo a loro:
Se un padrone di casa affitta in nero agli extracomunitari devono giustamente sequestrargli l'immobile, ad un imprenditore che da del lavoro "a nero" che cosa gli dovrebbero sequestrare?
A proposito dello "Scudo Fiscale", Censi e Pagliarini parlano degli imprenditori seri.
Facciamo un esempio di un imprenditore serissimo: Gianni Agnelli tanto serio che gli furono attributati i funerali di stato nel 2003. Tanto serio che la FIAT beneficiò di sovvenzioni, aiuti di stato, casse integrazioni, agevolazioni, che probabilmente più di lei solo la "cassa del mezzogiorno". Ora si scopre il "Tesoro dell'Avvocato" oculatamente occultato all'estero. Che pena proporreste?
I due non rispondono nel merito ma ricominciano a bisticciare...
mercoledì 11 febbraio 2009
Manganello ed aspersorio
Terminata la metafisica parentesi Englaro i nostri governanti sono tornati a compiti più terreni e piacevoli: manganellare gli operai. E' accaduto una settimana fa a Pomigliano d'Arco ai dipendenti FIAT in cassa integrazione che da tempo immemore che chiedevano certezza per il proprio posto di lavoro, è successo ieri nella civilissima a Milano alla INNSE per lo stesso motivo. Penso a questi fatti con un cinico senso di soddisfazione. Penso a quegli operai che 10 mesi fa hanno votato Lega o PDL sicuri di guadagnare di più con la detassazione degli straordinari. Penso a quelli che si sono spostati a destra certi che questa averebbe garantito il posto di lavoro opponendosi all'invasione del lavoro extracomunitario. Penso che ad oggi hanno trovato quello che hanno cercato: tanto populismo ei manganelli della polizia. Tranquilli siamo solo all'inizio del quinquennio, ma per il futuro sarà bene preparare bende e cerotti in quantità.
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