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sabato 16 novembre 2013

La necessità aguzza l'ingegno

Un proverbio, non più molto usato nell'italiano corrente recita: "La necessità aguzza l'ingegno" e in periodi di crisi come quello attuale di ingegno ce n'è parecchio bisogno per sopravvivere.  
I cinesi per scrivere la parola "crisi" usano due ideogrammi: bian - huà.
Il primo significa paura e l'altro opportunità.
Due fatterelli di cronaca dell'ultima settimana trovano un'applicazione pratica delle saggezze popolari.
Il 14 novembre scorso, intorno alle 14, in via Benedetto Spinoza, a Milano una donna di 70 anni è stata rapinata della collanina d'oro.
La pensionata ha raccontato alla polizia che un uomo, un nordafricano di circa trent’anni, l'ha aggredita alle spalle mentre stava rientrando in casa, mettendole una mano sulla bocca per non farla urlare. 
La signora ha reagito prontamente, mordendo la mano dell'aggressore. 
A quel punto anche il rapinatore, avendo entrambe le mani occupate (una che stringeva la collanina e l’altra sulla bocca della donna) ha morso la donna sul naso, riuscendo a divincolarsi e a scappare con il bottino.
Nei giorni scorsi, a Roma, un pregiudicato romano di 39 anni, aveva sviluppato un ingegnoso, quanto semplice sistema per evitare di farsi pizzicare.
Le rapine avevano tutte lo stesso modus operandi: dopo aver avvicinato le vittime designate a bordo di uno scooter, le minacciava con una pistola, parlando loro con un forte accento campano e le derubava dei costosi orologi che sfoggiavano al polso, soprattutto Rolex. 
L’uomo ha confessato di aver utilizzato l’accento campano durante i colpi per impedire alle forze dell’ordine un facile riconoscimento.

giovedì 29 agosto 2013

Cucù... e l'azienda non c'è più!

E' nuovo gioco dell'estate 2013 che sta prendendo piede come i racchettoni o il sudoku sotto all'ombrellone.
Le regole sono facilissime ma il divertimento non è sempre assicurato.
Si prende un'azienda di piccole o medie dimensioni, meglio se manifatturiera o metalmeccanica, si augurano buone vacanze agli operai e alle maestranze prima delle ferie.
Al ritorno dalle vacanze l'azienda non c'è più: smantellati gli uffici, le macchine trasferite all'estero, ai lavoratori una letterina con l'informativa di avvio di procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività. 
A giochetto quest'estate hanno partecipato tre aziende italiane: la Firem di Modena, la Dometic di Forlì e, questa settimana la Hydronic lift di Pero.
“Pare – si legge in una nota della CGIL - Fiom di Pero – che lo sport in voga tra gli imprenditori in questa estate del 2013 sia trasformare la chiusura per ferie in chiusura definitiva, senza alcun preavviso e approfittando dell’assenza dei lavoratori. L'azienda non era in crisi. I 32 operai si sono salutati il 2 agosto e non c'era nessun segnale di problemi con la dirigenza. Quando si dice capitani coraggiosi”.

venerdì 14 giugno 2013

Vacche magre

Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, ieri affermava "Serviranno 23 anni al potere di spesa delle famiglie italiane per ritornare ai livelli pre-crisi".
Se aggiungiamo i 18 mesi del governo Letta, mese più, mese meno dovremo aspettare un quarto di secolo per tornare a prenderci un caffè al bar.
Ottime notizie per i credenti: il famoso periodo delle vacche grasse e delle vacche magre, di biblica memoria, di fatto è triplicato.
Buone notizie anche per la trasmissione che vede due decenni abbondanti di piagnistei e lavoro intenso.
Un paio di giorni fa, un Dirigente scolastico di una scuola della provincia di Monza, mi segnalava che i bambini extracomunitari iscritti il prossimo anno nella sua scuola sono calati del 25%: "Questione di mentalità - mi diceva - Gli stranieri sono abituati a viaggiare. Inutile scappare dalla fame in un paese per andare a farla in un altro".
Nonostante le cupe previsioni dei leghisti, i topi cominciano ad abbandonare la nave.
Se anche gli extracomunitari comincia a schifarci, abbiamo toccato il fondo.
A ben guardare, a mio avviso, all'osso c'è attaccato ancora qualche cartilagine e i nostri politici lo sanno perfettamente.

martedì 4 settembre 2012

Carla, Clara e le altre...



Nel corso della trasmissione Aria Pulita in onda su 7 Gold in onda quest'oggi, arriva la telefonata in diretta di Clara, una donna di 50 anni, in mobilità da tre anni percepisce 600 euro al mese. 
Dice che il danaro della mobilità non le basta neppure per fare la spesa, per questo è costretta a rubare nei supermercati generi di prima necessità.
Una telefonata talmente perfetta da sembrare "finta".
Aria Pulita ha trovato il suo nuovo martire.
Perché Clara sia arrivata dov'è arrivata, non importa a nessuno, quanto gravi la sua depressione, la sindrome da menopausa o il fallimento del suo matrimonio sono "dettagli".
Basta prendere la linea e dichiarare tra le lacrime: "Rubo per fame...!", per meritarsi gli onori degli altari televisivi.
Clara ha la mia età.
Clara ha l'età di mia madre, quando morì mio padre e io, ancora bambino, l'accompagnavo, dopo cena, a fare le pulizie negli uffici, per sbarcare il lunario di una pensione di reversibilità che non bastava mai.
Mia madre non aveva il tempo di guardare Aria Pulita, men che meno di consumarsi le dita sulla testiera del telefono: all'ora in cui va in onda la trasmissione era già in giro a far la serva.
Chi ruba per fame davvero, non telefona, prima della dignità, è la bolletta del telefono, che glielo impedisce.
I pensionati a 500 euro, gli invalidi senza pensione di invalidità, e i giovani precari senza futuro sono messi ben peggio della peggior Clara.
Comunque si tranquillizzi la biondina, fino a quando condurrà "Aria Pulita", come cantava il bardo, troverà sempre: "un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!" 

sabato 12 maggio 2012

Forchetta e coltello


La realtà supera di gran lunga la fantasia, ormai è certo.
Un insegnante precario di italiano di 48 anni, di Massa Lombarda, nel Ravennate, è stato arrestato per aver accoltellato un uomo a Sant'Agata sul Santerno. 
L'insegnante è stato bloccato poco dopo aver aggredito con un coltello da cucina un cliente che stava uscendo da un negozio. La vittima è stata portata all'ospedale di Lugo in condizioni non gravi (la prognosi è di 10 giorni).
Agli agenti l'aggressore ha spiegato di essere disperato e senza soldi e che almeno in prigione avrebbe mangiato. 
Davanti al giudice, l'insegnante ha chiesto scusa al passante ferito. 
Ha sostenuto di amare la vita (almeno la sua...), per questo non si è suicidato come invece hanno fatto alcuni imprenditori di fronte alla crisi. 
Quest'anno la sua unica fonte di reddito, una pensione, gli è stata abbassata a 450 euro: soldi che gli bastano solo per un paio di settimane. Così per mangiare non gli restava che il carcere.