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sabato 9 novembre 2013

Il sindaco di (L)Adro

Come dimenticarsi di Oscar Danilo Lancini, lo sceriffo del Comune di Adro.
Delle sue gesta ne avevamo già ampiamente parlato tre anni fa da questo blog.
Come dimenticare le imprese relative al restauro del Polo Scolastico, col Sole delle Alpi stampato sui banchi e i crocefissi imbullonati alle pareti?
Oppure, come dimenticare, i bambini allontanati dalla mensa perché figli di genitori "morosi" e tutta la polemica seguita all'onorificenza che il Presidente della Repubblica Giorgetto Tavor Napolitano ha riconosciuto all'imprenditore che per consentire ai ragazzi di tornare a mangiare, s'era accollato il debito?
Oggi il mitico Oscar Danilo Lancini, torna prepotente agli onori delle cronache, in circostanze non meno inquietanti.
Ieri mattina alle 6 i carabinieri del nucleo investigativo di Brescia, gli hanno notificato presso la propria abitazione gli arresti domiciliari.
Secondo l’accusa Lancini è coinvolto in una turbativa d’asta riguardante la realizzazione dell’area feste del paese: avrebbe favorito aziende edili «amiche» nella gara di appalto per la realizzazione delle opere e falsificato anche l’asta.
Lancini, insieme ad altre 23 persone, è indagato per: “turbata libertà degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”. In poche parole, un milioncino di euro da spartire con gli amici degli amici.
E' la famosa aria di rinnovamento che si respira in Padania, la Lega aveva candidato Oscar Danilo Lancini nelle ultime elezioni parlamentari, ma i carabinieri sono arrivati prima dell'immunità.

martedì 8 ottobre 2013

Il sonnambulo

Ieri il Presidente della Repubblica Giorgio “Tavor” Napolitano, parlando nel sonno, ha ribadito la necessità del provvedimento per l’amnistia.
Il Movimento 5 Stelle, ha risposto in modo deciso opponendosi a “qualsiasi provvedimento che renda liberi criminali e delinquenti”.
Sappiamo tutti che risvegliare bruscamente un sonnambulo è pericoloso, infatti, il dormiente ha replicato che i parlamentari del Movimento 5 Stelle: “hanno un pensiero fisso e se ne fregano dei problemi della gente e del Paese”.
Lo sanno tutti che i veri problemi della gente sono amnistia e indulto, morire di fame è solo un dettaglio.

domenica 29 settembre 2013

C'a ricetta di Cicirinella...

La televisione riprende il Presidente Napolitano, in visita alcarcere di Poggioreale a Napoli, mentre sorseggia un caffè, offerto da un detenuto, nel bicchierino di plastica.
Mi torna alla mente l'indimenticabile canzone di Fabrizio De Andrè.
Ma qui, al contrario della canzone, Cicirinella e Don Raffaè stanno dall'altra parte delle sbarre.
Napolitano parla di indulto, addirittura di amnistia e a Poggioreale scoppia l'applauso, come per un goal di Hamšík.
Poggioreale è un po' troppo distante da Rebibbia e lontanissimo da San Vittore.
Dev'essere questo il motivo per cui Silvio Berlusconi non l'ha sentito e ha intimato ai suoi ministri di abbandonare il governo, silurando l'esecutivo.

venerdì 19 luglio 2013

F-35, spreco criminale: è un insulto all’Italia che agonizza

Ogni famiglia, soprattutto in questo momento di grave crisi economica, sa benissimo che per far quadrare il bilancio familiare si deve dare spazio alle priorità e tagliare le cose superflue e non necessarie. Se una cosa superflua una famiglia non può permettersela, la si elimina, perché le priorità sono altre. È uno dei principi basilari che ogni genitore conosce benissimo. Principio che governo ed esponenti della maggioranza trasversale, sotto l’egida del presidente della Repubblica, sembrano non conoscere. In questo momento di gravissima crisi economica, mentre moltissimi piccoli artigiani e piccoli commercianti sono sommersi di tasse e non riescono a far fronte alle pretese dello Stato, il governo e la maggioranza Pd, Pdl e “Scelta Civica” pensano di usare decine di miliardi di euro di soldi pubblici per acquistare inutili, difettosi e superflui aerei da guerra. Ma le priorità, come tutti sanno, sono altre. Qualsiasi buon padre di famiglia, trovandosi al governo del paese, avrebbe applicato il principio delle priorità e lo avrebbe fatto perché ama la sua famiglia.
Qualsiasi madre, dovendo governare il paese, avrebbe capito subito che le priorità sono bene altre. Lo avrebbero fatto non per fare un dispetto al figlio Il controverso cacciabombardiere F-35 che pretende il giocattolo difettoso e inutile, ma perché sanno benissimo che mangiare, garantirgli un’istruzione e delle cure mediche, in una sanità sempre più privata, sono le priorità. Ogni buon genitore che amministra una famiglia sa che comprare un giocattolo costoso e difettoso solo per far arricchire un venditore straniero di armi, non è la priorità. Ogni buon padre avrebbe messo al centro il bene della famiglia; ogni madre avrebbe avuto a cuore il futuro del figlio. Ogni persona di buon senso e in buona fede avrebbe optato per la salvaguardia della famiglia e non del venditore estero. Questo non sembra farlo il governo. Spendere 13 miliardi di euro (ma la cifra è destinata a salire sino a 15/20 miliardi) frutto delle tasse dei cittadini, del sacrificio di milioni di pensionati e lavoratori, frutto dell’asfissiante pressione fiscali su piccole e medie imprese è semplicemente folle. Significa non avere a cuore il bene della famiglia, significa non rispettare la nazione nel nome della quale si dice di governare.
Stiamo parlando di uno dei più grandi sprechi di soldi pubblici della storia repubblicana. Con quei soldi si può detassare il lavoro, dare respiro alle piccole e medie imprese, far sentire ai piccoli commercianti che lo Stato è con loro. Non regalare quei soldi alle multinazionali delle armi, tra le quali anche la Finmeccanica (partner di Lockheed-Martin attraverso la controllata Alenia Aermacchi) significherebbe avere risorse per creare 150.000 posti di lavoro per giovani, diminuire le tasse, migliorare il servizio sanitario nazionale e aumentare le pensioni. Ci dicono che si creeranno posti di lavoro. Pensare di investire 15/20 miliardi di euro per 2.000 posti di lavoro è semplicemente una presa in giro. Con gli stessi soldi, infatti, si possono aprire 3.000 asili nido: pensate a quanti posti di lavoro si creerebbero e all’utilità che ogni asilo avrebbe. Una madre o un padre di famiglia non avrebbe dubbi su cosa scegliere. Ma un padre e una madre di Napolitanofamiglia non hanno interessi celati, se non quello di amare e proteggere la famiglia e dare un futuro ai propri bambini.
Con gli stessi soldi si potrebbero costruire 10 milioni di pannelli solari: pensate a quanti posti di lavoro si potrebbero creare nell’energia pulita, oltre a dare un futuro meno inquinato alle future generazioni. Ogni buon genitore non avrebbe dubbi, ma il suo agire sarebbe dettato solo dall’amore per la famiglia e non da altri oscuri motivi. Con gli stessi soldi si potrebbe dare un assegno di disoccupazione a tutti i precari che hanno perso il lavoro. Anche in questo caso: chi avrebbe dubbi su come gestire i soldi pubblici? Chi, tra quelli che sono motivati da genuini e sani principi, avrebbe dubbi su quali siano le priorità del nostro paese ora? È criminale, chiedo scusa per la durezza ma nessun altro aggettivo rende meglio l’idea, regalare i nostri soldi per comprare aerei da guerra (difettosi). Ci sono priorità. E la disoccupazione, che ha raggiunto il picco massimo dal 1977, da quando la rilevazione statistica è stata inserita, è una di queste.
Tutti gli altri paesi, viste le difficoltà economiche, hanno pensato di rivedere il programma: l’Olanda ha avviato un’inchiesta parlamentare; la Danimarca e la Gran Bretagna decideranno solo dopo il 2015; la Turchia ha rinviato l’acquisto. Tutti ci ripensano, tranne l’Italia. Napolitano che presiede il Consiglio supremo di Difesa ha preteso che fosse il governo (dove c’è unanimità di vedute) a decidere sui caccia F-35, e non il Parlamento. Una decisione molto discutibile. Stefano Rodotà nutre fortissimi dubbi, Costituzione alla mano, sul tentativo di Napolitano di bloccare la discussione parlamentare, dove Sel, M5S e alcuni esponenti del Pd si dicono contrari all’acquisto, ricordando che siamo in una Repubblica parlamentare. Ma, ahimè, non è Rodotà il nostro presidente della Repubblica.

Massimo Ragnedda

sabato 29 giugno 2013

Margherita


Quando muore improvvisamente un’amica, le parole sembrano sempre inadeguate.
Vedo i servizi sui TG nazionali e leggo i giornali domenica mattina.
C’avesse ancora ragione Beppe Grillo quando afferma che i giornalisti sono completamente asserviti al potere?
Tante chiacchere sul suo impegno sociale, sul suo essere intimamente vegetariana e animalista, solo qualche cenno sul suo ateismo convinto, non una parola sulla fede radicalmente comunista, sulle lotte per il laicismo contro ogni irrazionalismo religioso, della sua presidenza onoraria dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).
I media ci riportano l’immagine di una simpatica vecchina, con le bizzarrie tipiche della sua età: un po’ maga Magò, un po’ Miss Marple.
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Tavor Napolitano, ricorda l’apporto di “grande rilievo al mondo della cultura scientifica” e il “il suo impegno di docente
Bravo Giorgio!
Anche a parità di età se ne vanno sempre i migliori.

Ti saluto per l'ultima volta Margherita coi versi del tuo illustre concittadino.
Grazie per tutto quello che mi hai dato...

"Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d'alcun riposo,
salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle."

giovedì 23 maggio 2013

Il Gallo e il Falcone

Giornata particolare quella di oggi.
Sono passati 21 anni dall’attentato di Capaci, quello in cui morì il Giovanni Falcone, la moglie, Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta.
Per prepararsi al meglio alla ricorrenza, l’ex Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, diserta l’udienza al Tribunale di Monza e ottiene la prescrizione per il reato di concussione per la vicenda delle tangenti sulle aree ex Falck e Marelli.
Prescritto” in politichese si legge: “Innocente” quindi, alla prossima tornata elettorale il buon Filippo potrà presentarsi puro e candido come un puttino da latte.
Ieri è morto don Andrea Gallo, prete scomodissimo, troppo vicino ai diseredati, per piacere alla nomenclatura ecclesiale, icona di quei movimenti che una recente proposta di legge vorrebbe fuori dalle stanze dei bottoni.
Giorgio Napolitano, in un messaggio indirizzato alla comunità, ha scritto: «Provo tristezza e rammarico, era un sacerdote amato».
Verrebbe da dire che se ne vanno sempre i migliori, in realtà penso che se la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo! 

martedì 30 aprile 2013

L'ex

Non c'e niente di peggio dell'ex.
L'ex fumatore, l'ex marito, l'ex moglie, l'ex obeso, l'ex alcolista.
Tutti per una ragione o per l'altra hanno un senso di picca e di rivincita costante nei confronti di quello che erano e che ora non sono più.
Si narra che, nel medioevo, i mamelucchi, gli schiavi cristiani convertiti all'Islam, facessero a gara per essere posti sulle tolde delle navi dei corsari musulmani e che per primi dessero l'arrembaggio contro i cristiani con inaudita violenza e credo incrollabile.
Anche chi fa il percorso opposto non si sottrae a questa tradizione.
Magdi Allam ex "vicedirettore ad personam" del Corriere della Sera da quando nel 2008 s'è convertito al cristianesimo, oltre al nome, ha assunto anche il cipiglio d'un Torquemada.
A questo felice costume, neanche a dirlo, non si sottraggono i politici.
L'ex comunista, l'ex socialista, l'ex grillino, l'ex leghista, l'ex berlusconiano sono i più critici nei confronti di quel credo che avevano professato fino a poco prima.
Non fa eccezione neanche il Capo dello Stato, Napolitano.
Nel 1956, all'indomani dell'invasione dei carri armati sovietici a Budapest, affermava: "In Ungheria l'Urss porta la pace!"
Una pace che agli ungheresi costò 25.000 vittime.
A pochi giorni dalla sua rielezione Napolitano, portato sugli scudi da tutto il centro destra, è riuscito a sfasciare in un colpo solo quel che resta del vecchio PCI. Alla faccia del 60% dei cittadini ch'è aveva deciso di rottamare un vent'ennio di concertazione.
L'ex dura l'ex, sed l'ex.

martedì 23 aprile 2013

Madama la Marchesa

Nel discorso d'insediamento a presidente "finché morte non ci separi", nonno Giorgio si rimbocca le maniche e scudiscia i partiti.
"Siete sordi ed irresponsabili, una vera massa di coglioni" e loro, babbei, che fanno? Applaudono 30 volte!
Ricordano il malvagio Franti del libro "Cuore" che, cazziato dal Direttore, infame sorrise.
Franti fu espulso dalla scuola, i nostri politici invece sono inamovibili.
I cittadini gettano la spugna, quelli che ancora non si ammazzano, non vanno a votare.
In Friuli diserta le urne il 50%.
La credibilità politica è al minimo storico, ma va bene lo stesso.
Madama la Marchesa Serracchiani è il nuovo presidente della Regione.
La politica è morta. Viva la politica!

lunedì 22 aprile 2013

Cassandra

Ci sono persone che come Cassandra raccontano di sventure future e proprio per questo non vengono credute.
Beppe Grillo sono mesi che urla: "Siete Morti!" Ma Grillo è solo un comico e poi porta un po' sfiga. Parola di Callisto Tanzi 
Quanto abbiamo visto negli ultimi giorni, col Presidente della Repubblica, più che un elezione sembrava un western.
I partiti arroccati nel fortino e tutt'intorno gli indiani pronti a fargli lo scalpo.
Dagli spalti cominciano a cadere i primi valorosi, ma non si capisce bene se sono colpiti dai Sioux e qualcuno li ha spinti da dietro.
Il terrore attanaglia la classe politica: fuori ci sono i forconi, ma anche dentro non c'è da star tranquilli, meglio allora affidarsi ancora a Napolitano.
Nuovo giro di governo non scelto dai cittadini, ancora un po' di democrazia sospesa.
Il 25 aprile si avvicina, speriamo bene...  

lunedì 9 luglio 2012

Bosoni


Gli enti scientifici hanno dovuto attendere la pubblicazione del decreto spending review in Gazzetta Ufficiale per fare i conti con la cura dimagrante imposta dall'esecutivo di Mario Monti.
La sforbiciata punta a un risparmio complessivo di 26 miliardi di euro nei prossimi tre anni.
Venerdì scorso il Presidente della Repubblica, Giorgio "tavor" Napolitano, si congratulava con i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la scoperta della particella di Higgs, i cui successi “danno lustro all’Italia” e proprio nello stesso istante il governo Monti tagliava 9 milioni alla ricerca allo stesso Istituto.
Insomma, mentre i ricercatori trovano il bosone, Monti gli fa il "busone".
 

venerdì 29 giugno 2012

Le Iene


In questi giorni ricorre il ventesimo anniversario dell'uscita nelle sale del primo film di Quentin Tarantino: "Le Iene"
La concomitanza con partita della Nazionale di calcio italiana mi sembrava un'ottima ragione per tornare al cinema a rivederlo.
All'uscita dalla sala, grazie ai clacson delle macchine, ho scoperto che esiste ancora uno straccio d'unità nazionale: due goal di Balotelli hanno fatto scomparire, come d'incanto, calcio scommesse, razzismo e violenza negli stadi.
Ma sembra che l'orgoglio italico contro l'alemanno invasore, ieri, non si sia limitato ai calciatori: anche Mario Monti pare abbia pestato i piedi all'Eurogruppo.
Vince la linea italiana: c'è accordo sullo scudo anti-spread.
Giorgio Napolitano non perde occasione per complimentarsi con tutti.
Oggi è il suo compleanno...
A ben guardare preferisco ancora il compleanno de "Le Iene".
Almeno quello resta un film.

lunedì 25 giugno 2012

Forza Italia!

Il rantolo del paese prosegue incessante e l'agonia non tende ad abbassarsi. 
Per assonanza fonetica non vine risparmiato neanche l'agone sportivo. Ieri sera anche la nazionale di calcio c'ha messo un'eternità per piegare ai rigori un'Inghilterra mediocre e catenacciara, una squadra all'italiana appunto.
Immediati sono arrivati i complimenti del Presidente della Repubblica per la nazionale di calcio con i giocatori più in odore di combine del millennio. 
Tra un tricolore e l'altro, quasi 56 mila famiglie italiane nel 2011 hanno avuto un provvedimento di sfratto per morosità, quasi il 10% solo nella provincia di Milano. 
Chi invece non ha ancora ricevuto nessun provvedimento sembra essere il Governatore lombardo per i fatti relativi alla sanità regionale. 
Solidarietà pelosa da Lega e PDL che fanno quadrato intorno al presidente lombardo. 
Pelosa come le cozze di Penati. 
...e noi che fino a ieri pensavamo che la cozza pelosa fosse una ragazza brutta e coi baffi!

giovedì 31 maggio 2012

2 giugno


Era il 1976 e facevo la 2° media.
La mattina del 7 maggio, quella dopo il terremoto del Friuli, entrando in classe trovammo tutti i banchi spostati il fondo alla classe, come se una mano invisibile li avesse fatti scivolare in un angolo.
Quell'immagine non mi uscirà mai più dalla testa.
In quel periodo il primo ministro era Aldo Moro, alla difesa Arnaldo Forlani, definito il ‘coniglio mannaro
L'11 maggio di quell'anno, Forlani diramava questa nota: «La parata militare del 2 giugno, quest'anno, non si svolgerà. La decisione è stata presa a seguito della grave sciagura del Friuli e per far sì che i militari e i mezzi di stanza al nord siano utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare a via dei Fori imperiali».
Di Forlani ricordo quell'impietosa immagine del 1993 quando, durante il processo Cusani, incalzatio da Di Pietro sul finanziamento illecito ai partiti, la saliva gli si raggrumava incorniciandogli di bianco gli angoli della bocca.
Oggi il CAF è solo un ricordo, Craxi è morto in esilio, Andreotti è in ospedale e Forlani lo trovate verso le 11 del mattino, sulle panchine del parco di San Bartolo nella sua Pesaro, a dar da mangiare ai piccioni, nel pomeriggio alla bocciofila del dopolavoro ferroviario.
Mai e poi mai avrei pensato di rimpiangere la prima Repubblica, l'orgogliosa dignità dei suoi indifendibili esponenti.
Quest'anno la parata del 2 giugno si terrà comunque.
Possibile che nelle panchine del parco di Pesaro, non ci sia un un posto anche per nonno Giorgio.

sabato 31 dicembre 2011

La dignità della politica ovvero la politica della dignità

Dignità è una parola deuseta, rimanda ad un mondo antico.
Ricorda il vecchio guardaroba della nonna, l'ordine composto della biancheria al suo interno, pulita e profumata di lavanda, povera nei suoi cotoni grezzi ma orgogliosa del suo decoro.
Dignità è una parola che, se c'è mai stata, oggi è completamente estromessa dalla politica nazionale a tutti i livelli.
Mi piacerebbe se il Presidente della Repubblica, il 31 dicembre, alle 21.00, apparendo in video, con viva e vibrante soddisfazione, dicesse: : "Scusateci! La classe politica italiana, a partire da me fino all'ultimo degli consiglieri comunali è costituita da una massa di cialtroni incompetenti. Abbiamo mandato questo paese alla rovina. Abbiamo bruciato i vostri risparmi, non abbiamo saputo garantire un futuro dignitoso ai vostri figli. 
Ok, alziamo il culo e ce ne torniamo a casa. Scusateci ancora, se potete... "
Credo che in fin dei conti non ci vorrebbe poi troppo tempo. Una ventina di secondi al massimo, un mimuto e mezzo con inno e sigla.
Quello che glielo impedisce davvero è la mancanza di dignità.

mercoledì 7 dicembre 2011

Menenio Agrippa

I segni di discontinuità del nuovo supergoverno non sembrano un granchè.
L'impressione che la Merkel provava solo due settimane fa ora cominciamo a provarla pure noi.
SuperMario, ieri sera ospite dell'immracescibile Bruno Vespa, ricordava troppo da vicino il suo predecessore mentre propova un nuovo patto con gli italiani.
Un patto lacrime e sangue. 
Le lacrime erano quelle del ministro Fornero, il sangue, manco a dirlo, il nostro.
Supermario afferma di essere stato frainteso, i giornali avevano scritto "rigore ed equità" ma lui aveva detto "rigore ed Equitalia".
Menenio Napolitano Agrippa dichiara che, per evitare la catasfrofe ognuno deve fare la propria parte, e, come l'antico romano paragona l'ordinamento sociale al corpo umano: "Se le braccia si rifiutassero di lavorare, lo stomaco non riceverebbe cibo. Se lo stomaco non ricevesse cibo, non lavorerebbe e non lavorando tutto il corpo, braccia comprese, deperirebbe per mancanza di nutrimento".
Paragone impeccabile, peccato che l'antico console e il vecchio presidente dimentichino che, nel corpo umano, il culo ha un ruolo determinante, ma non per questo meno doloroso.

venerdì 7 ottobre 2011

Ricorrenze

Ieri ricorreva il decimo anniversario della guerra in Afganistan.
Quella a cui, orgogliosamente,  partecipa anche l'Italia, camuffandola da “missione di pace”.
Quella per chi abbiamo speso, fino ad ora, quasi 4 miliardi di euro e guadagnato una 50ina di morti.
Restando in tema, ieri si sono svolti i funerali delle 5 donne di Barletta, schiacciate del crollo della galera dove lavoravano.
Grande partecipazione di folla, migliaia di persone.
Le istituzioni erano in tutt'altre faccende affaccendate.
Il Presidente Giorgio Napolitano, da Cuneo, ha trovato il tempo per mandare dei fiori.
Il Presidente Berlusconi, da Roma insieme al messaggio "Forzagnocca!" ha mandato una gnocca vera il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna.
Una che in comune con le vittime ha il sudore con cui si guadagna da vivere.
C'erano anche gli immancabili sindacati con in testa ben due segretari generali.
Come ci insegnano i migliori giallisti, l'assassino torna sempre sul luogo del delitto.

lunedì 22 agosto 2011

Benedetto Napolitano


Cosa mai daranno da mangiare al Meeting di Cl di Rimini?
Giorgio "Tavor" Napolitano, ieri sera deve aver avuto un rigurgito esofageo, motivo per cui s'è destato improvvisamente dalla narcolessi che lo affligge da mesi e ha scoperto: "un angoscioso presente" rispetto al quale è necessaria "un'obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti" e "decisioni immediate". 
A Giorgetto dev'essersi davvero piantato sullo stomaco il cinghiale della Brioschi se comincia ad invitare maggioranza ed opposizione, a parlare il "linguaggio della verità", nella consapevolezza che "dare fiducia non significa alimentare illusioni".
Incredibile!
Vien da chiedersi: ma fino a ieri sera il nostro Presidente della Repubblica dov'era?
Dopo mesi di pistolotti risolgimental-unitari in cui ci ha fatto ingoiare più rospi di quanti ne contenga una palude, trova la lucidità per smettere di parlare di Cavour e Garibaldi e si accorge che la Repubblica che rappresenta è un vero letamaio? 
Napolitano, ieri sera mi ricordava papa Wojtyła nel suo discorso del 2002 a camere riunite: strappa a tutto l'arco costituzionale applausi e ovazioni come la Callas, ma finito lo spettacolo tutti a farsi nuovamente i cazzi propri. 
Berlusconi ha fatto recapitare al Presidente della Repubblica, direttamente dalla sua riserva personale, una confezione di Alka Seltzer.
Il senatùr un rutto...


giovedì 24 marzo 2011

Nonno Giorgetto dove lo metto?

Giorgetto "Unità-d'Italia" Napolitano storce il naso perchè il neo-ministro Saverio Romano (Responsabili) sembrerebbe in odore di mafia.
Romano scagionato anche dal Pubblico Ministero, che non ha chiesto il rinvio a giudizio, rischia il posto per poco più di una chiacchera.
Giorgetto "Alzheimer", non fu altrettanto schizzinoso quando nominò Mister B. primo ministro.
Il solito sistema di pesi e misure diverse.
Personalmente proporrei Renato Vallanzasca alla giustizia, non sarà un granché come ministro, ma ha un lunghissimo curriculum e poi, almeno, è simpatico.

domenica 20 febbraio 2011

La vendita delle indulgenze

Dal 1300 l'istituto della vendita dell indulgenze si è diffuso nella società occidentale. Un peccato può essere cancellato con un'oblazione in denaro per supportare le opere che stanno a cuore della Chiesa Cattolica.
Sarà per questo motivo che venerdì scorso, la cerimonia per la celebrazione dei Patti Lateranensi tra Italia e Santa Sede, vedeva volti distesi sia tra le gerarchie ecclesiastiche che tra gli esponenti delle istituzioni.
Incassato l'assegnino annuale da 8 miliardi, ricevute le rassicurazioni circa la non promulgazione della legge sul “fine vita” e l'adozione dei single, confermati i soldi alle scuole cattoliche e il crocefisso, un "concreto" Cardinal Bertone ha chiuso volentieri un occhio sui putan-tours del primo ministro.
Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era ben soddisfatto dal pieno coinvolgimento che la Chiesa ha assicurato ai festeggiamenti del 17 marzo, con tanto di presenza del Papa.
La delegazione italiana oltre all'immarcescibile Gianni Letta comprendeva i ministri Papalino Alfano e Giulio Tremonti che, nel 1984, contribuì fattivamente a stilare il concordato con l'allora governo presieduto da Bottino Craxi.
Da allora Tremonti, premier in pectore, gode del massimo dei favori, dentro le mura vaticane e della massima libertà di saccheggiare le nostre tasche.

venerdì 11 giugno 2010

Parlare a Vanvera

L'ex comunista Giorgio Napolitano ha rispolverato un'antica circolocuzione molto cara alla mia maestra: "Parlare a Vanvera".
In omaggio alla più alta carica dello stato Aria Pulita invita Matteo Salvini, grand'esperto di arieggiamenti del cavo orale.
Le intercettazioni costano, motivo per cui intercettiamo meno per ridurre i costi.
Salvini dimentica che è lo stato da in appalto ai privati i servizi telefonici.
Basterebbe chiedere i vari gestori dei servizi di fornire i dati per le intercettazioni all'autorità di Pubblica Sicurezza a titolo gratuito.
Far pagare per le intercettazioni è assurdo come se si chiedesse alla Polizia Stradale di pagare il pedaggio in autostrada.
Più che la bocca bisognerebbe arieggiare il cervello o ancora meglio i locali.