Uno "scoppiettante" Angelo Bagnasco, presidente della CEI, intervistato a Madrid durante le Giornate Mondiali della Gioventù, si muove a tutto campo sui temi più stringenti della politica e dell'economia nazionale.
Sconfessando l'editoriale dell’Avvenire, il quotidiano dei vescovi, che invitava al governo di tagliare le missioni dei militari italiane, all’estero, Bagnasco ne chiede la proroga: «Le missioni militari non riguardano tanto i bilanci ma i diritti umani fondamentali non rispettati», altrimenti si rischia di dimenticare «le situazioni drammatiche che si vivono in altre parti del mondo».
Immancabile poi la difesa della famiglia che resta il punto che sta più a cuore da sempre alla Chiesa.
«La famiglia è stata in questa crisi una valvola di sicurezza enorme e sarebbe miope e dannoso non considerarla come un ganglio vitale - dice Bagnasco - Non perdiamo questo patrimonio, questo punto fermo. Se la famiglia non è al centro della politica la società non va da nessuna parte».
Ma l'esternazione migliore riguarda la fiscalità del paese: «Le cifre dell'evasione fiscale sono impressionanti. Come credenti e comunità cristiana dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte».
Incredibile l’invito moralizzatore al contribuente italiano viene proprio da quella chiesa che ha il record mondiale di esenzioni e privilegi fiscali.
Otto miliardi di euro sono il fiume di danaro che la chiesa cattolica estorce annualmente ai contribuenti italiani.
Sarebbe stato bello sentire dal presidente della Cei una disponibilità a rinunciare all’8 per mille o alle esenzioni su Ici e Ires per le attività commerciali o ad accollarsi i costi di quello scandalo che sono i docenti di religione nella scuola pubblica.
Invece al solito, è il bue che da' del cornuto all'asino...
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sabato 20 agosto 2011
martedì 23 marzo 2010
Lupi et agnus
In prossimità della scadenza elettorale arriva puntuale l'indicazione di voto targata Vaticano.
Ieri sera, il card. Angelo Bagnasco all'apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, che quest’anno si è riunito - casualmente dicono gli organizzatori - alla vigilia della nuova tornata elettorale.
Temi all'ordine del giorno: difesa della vita contro l'aborto e il finevita, lavoro, casa, immigrati, politici ladri. Un cenno sfuggevole anche ai preti pedofili.
Insomma il solito ritrito sermone a cui sono seguite le solite genuflessioni dei chierichetti della politica.
Il capo delle guardie svizzere è Maurizio Gasparri. D'accordissimo sulla tutela della vita, non un commento però su politici lestofanti nè sull'accoglienza agli immigrati. Analogo tono per l'UDC Buttiglione Rocco che si spinge a filosofeggiare sulla moralità della politica.
Tiepidissima smarcatura di Pier Luigi Bersani: "I vescovi hanno ribadito le loro posizioni, che vanno rispettate, anche se non sono condivise".
In aiuto della Chiesa accorre prontissimo Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera: "Le parole del cardinale Bagnasco indicano l'unica strada possibile"
A differenza della favola di Esopo, spesso, non è facile distinguere i lupi dagli agnelli.
Ieri sera, il card. Angelo Bagnasco all'apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, che quest’anno si è riunito - casualmente dicono gli organizzatori - alla vigilia della nuova tornata elettorale.
Temi all'ordine del giorno: difesa della vita contro l'aborto e il finevita, lavoro, casa, immigrati, politici ladri. Un cenno sfuggevole anche ai preti pedofili.
Insomma il solito ritrito sermone a cui sono seguite le solite genuflessioni dei chierichetti della politica.
Il capo delle guardie svizzere è Maurizio Gasparri. D'accordissimo sulla tutela della vita, non un commento però su politici lestofanti nè sull'accoglienza agli immigrati. Analogo tono per l'UDC Buttiglione Rocco che si spinge a filosofeggiare sulla moralità della politica.
Tiepidissima smarcatura di Pier Luigi Bersani: "I vescovi hanno ribadito le loro posizioni, che vanno rispettate, anche se non sono condivise".
In aiuto della Chiesa accorre prontissimo Maurizio Lupi, vice presidente Pdl della Camera: "Le parole del cardinale Bagnasco indicano l'unica strada possibile"
A differenza della favola di Esopo, spesso, non è facile distinguere i lupi dagli agnelli.
sabato 23 gennaio 2010
All'anima... di Giordano Bruno
Il Consiglio Superiore della Magistratura ha bruciato Luigi Tosti, magistrato sessantunenne di Camerino, nelle Marche, sul rogo moderno della rimozione dall'ordine giudiziario.Fedele al proverbio latino "omen nomen", il giudice Tosti da anni, caparbiamente, si oppone alla presenza di simboli religiosi in luoghi "istituzionali".
Per questo motivo è stato condannato ad un anno di carcere (assolto in cassazione) e tenuto da 5 senza stipendio.
Ieri l'ultima pietra della lapidazione: il CSM sentenzia che il giudice Luigi Tosti è indegno di fare il magistrato, almeno nella Colonia Pontificia italiana.
Silenzio assordante da parte del governo e delle istituzioni solitamente molto attive nei confronti della magistratura comunista e politicizzata.
Dev'essere il potere taumaturgico del crocefisso: guarire le ferite e ricomporre le divergenze. Anzi, contemporaneamente, il novello crociato, sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta ha annunciato il ricorso, che «l'Italia presenterà con abbondanza di documentazione e di argomentazioni», contro la decisione di Strasburgo relativa ai crocefissi nelle aule scolastiche.
Il presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, ringrazia: "È da apprezzare decisamente questa iniziativa del governo italiano, rispetto alla sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo".
Interessante, Strasburgo nello stesso periodo dovrà sentenziare sull'appello di Luigi Tosti e del Guelfo Governo Italiano.
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