Come sempre più spesso accade, dove la politica non riesce a risolvere i problemi, ci mette una pezza la magistratura.
E' della scorsa settimana la sentenza del TAR del Piemonte che, a quasi 4 anni di distanza, annulla le elezioni regionali che hanno eletto Roberto Cota a presidente.
In questo periodo: ricorsi, udienze, una condanna – arrivata fino al terzo grado di giudizio – per falsificazione delle firme sul fronte del Centrodestra e un patteggiamento per lo stesso reato sul versante opposto.
Accolto dunque il ricorso dell'ex governatore Mercedes Bresso, si apre la via al voto anticipato per la Regione Piemonte con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza.
La vittoria di Pirro.
Roberto Cota, dal canto suo , ha spiegato che intende presentare immediato ricorso al Consiglio di Stato e ottenere una sospensiva della sentenza del TAR in attesa del pronunciamento del più alto grado di giudizio amministrativo.
In questo letamaio spunta anche la voce del neo segretario della Lega Nord, Matto Salvini.
Sabato sera a margine della manifestazione leghista a sostegno della Giunta Regionale guidata da Cota (40 persone secondo la Questura, più credibilmente trecento), Salvini ha chiuso il comizio con queste parole: "La prossima volta che toccheranno un leghista, mille, 2mila, 10mila persone si mobiliteranno, pacifiche ma non tanto. Qualcuno dovrà avere paura ma la paura fa bene".
Uno degli aspetti più significativi della vicenda è che dal maggio del 2010 la Regione Piemonte ha speso circa 100 mila euro in spese legali per difendersi dai ricorsi dell’ex presidente, dei Verdi, dei radicali e dell’Udc.
Insomma loro litigano ma i cazzotti in faccia li prendiamo noi.
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lunedì 13 gennaio 2014
venerdì 19 aprile 2013
Spese pazze... consiglieri indagati
Le briglie del cavallo, i pneumatici per l'auto, i vestiti acquistati da Olimpic, il negozio delle grandi griffe di Torino. Un «massaggio particolare» da tremila euro effettuato da una ragazza non italiana. Gioielli di Cartier. Abbonamenti al solarium, sedute ai centri benessere. Panettoni, champagne e vini pregiati. Moltissimi elettrodomestici, soprattutto frigoriferi e televisioni e un generatore di corrente elettrica. E ancora mobili e un intero trasloco pagato. Libri scolastici e sottofiletti del macellaio, un vassoio d'argento da quattromila euro come regalo di nozze, un ciondolino e un catering per un battesimo. Tutto pagato con i soldi della Regione Piemonte, per un ammontare di oltre un milione e trecentomila euro, dal 2010 al 2012 compreso. Sono i primi risultati dell'inchiesta ribattezzata «Sprecopoli».
La guardia di finanza di Torino ha consegnato avvisi di garanzia a 52 consiglieri regionali, compreso il governatore Roberto Cota e il presidente Valerio Cattaneo, entrambi leghisti. Sono quasi tutti accusati di peculato. Avrebbero usato in modo irregolare - spesso per scopi personali – con i finanziamenti erogati dalla Regione per i rimborsi spese dell'attività politica dei gruppi consiliari. Ad alcuni viene contestato anche il finanziamento illecito e a un solo consigliere la truffa, per una fattura falsa per la realizzazione di gadget promozionali.
sabato 11 settembre 2010
Federalismo familiare
Mentre i migliori decreti attuativi del giocoso federalismo all'italiana dormono sonni beati in parlamento e chissà se mai saranno risvegliati, il nord leghista scopre il federalismo familiare.
A pochi mesi dall'elezione e nonostante questa sia ancora in forse in attesa del riconteggio delle schede, l'amministrazione della Regione Piemonte s'è già infarcita di mogli, nipoti e amici di amici, con sostanziosi contratti di consulenza.
Ne fa un dettagliato resoconto Tommaso Labate sul "Riformista".
L'elenco è pressochè sconfinato e gli organigrammi sembrano un gigantesco stato di famiglia. Nessuno mette in dubbio le competenze, tuttavia stupisce la quantità di “figli di” che ruota intorno all’amministrazione Cota. La figlia del capogruppo leghista lavora col governatore, la moglie dell'assessore all'Ambiente sta ai Trasporti e dentro il gruppo del Pdl sembran tutti imparentati. Se il marito segue la comunicazione del presidente, la consorte si occupa del braccio destro.
Contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione, consulenze, tutti documentati e documentabili attraverso atti ufficiali protocollati. Stipendi di tutto rispetto e perfino benefit come i buoni pasto.
Nel Piemonte dell'era Cota, per il ricongiungimento familiare non bisogna mica attendere il fine settimana per il pranzo della domenica. Cancellando nomi e simboli potremmo pensare di essere in una qualsiasi delle tanto vituperate regioni del sud con l'assistenzalismo nepotista di stampo democristiano.
Chi ha buona memoria non si stupisce più di tanto ricordando gli stretti legami di parentela che univano i parlamentari europei della lega ai propri portaborse.
Se non fossimo in Italia sarebbe singolare un simile atteggiamento da chi ha fatto le proprie fortune politiche stigmatizzando il "cadreghino"
A pochi mesi dall'elezione e nonostante questa sia ancora in forse in attesa del riconteggio delle schede, l'amministrazione della Regione Piemonte s'è già infarcita di mogli, nipoti e amici di amici, con sostanziosi contratti di consulenza.
Ne fa un dettagliato resoconto Tommaso Labate sul "Riformista".
L'elenco è pressochè sconfinato e gli organigrammi sembrano un gigantesco stato di famiglia. Nessuno mette in dubbio le competenze, tuttavia stupisce la quantità di “figli di” che ruota intorno all’amministrazione Cota. La figlia del capogruppo leghista lavora col governatore, la moglie dell'assessore all'Ambiente sta ai Trasporti e dentro il gruppo del Pdl sembran tutti imparentati. Se il marito segue la comunicazione del presidente, la consorte si occupa del braccio destro.
Contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione, consulenze, tutti documentati e documentabili attraverso atti ufficiali protocollati. Stipendi di tutto rispetto e perfino benefit come i buoni pasto.
Nel Piemonte dell'era Cota, per il ricongiungimento familiare non bisogna mica attendere il fine settimana per il pranzo della domenica. Cancellando nomi e simboli potremmo pensare di essere in una qualsiasi delle tanto vituperate regioni del sud con l'assistenzalismo nepotista di stampo democristiano.
Chi ha buona memoria non si stupisce più di tanto ricordando gli stretti legami di parentela che univano i parlamentari europei della lega ai propri portaborse.
Se non fossimo in Italia sarebbe singolare un simile atteggiamento da chi ha fatto le proprie fortune politiche stigmatizzando il "cadreghino"
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