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domenica 2 gennaio 2011

In prigione! In prigione! E che ti serva da lezione!

Cesare Battisti mi è stato simpatico fin dai tempi della scuola.
Saranno le mie origini venete oppure il suo irridentismo, forse perchè socialista, oppure perchè giustiziato per l'ideale, piuttosto che per i reati commessi.
Parlo del Cesare Battisti eroe Trentino della I° guerra mondiale, naturalmente.
In questi giorni la politica nazionale, invece, sta parlando dell'altro Battisti, l'omonimo, il pericolosissimo terrorista, il "sinistro" Osama Bin Laden nostrano.
Come in occasioni delle morti eccellenti, la politica ritrova la coesione nazionale.
Da destra a sinistra, infatti, tutti stanno prendendo la rincorsa per sferrare il calcio più forte.
"In prigione! In prigione! E che ti serva da lezione!" cantava Edoardo Bennato negli stessi anni in cui Battisti partecipava agli omicidi di cui è stato condannato.
Non voglio sembrare cinicamente irriverente nei confronti delle famiglie delle vittime, ma non voglio neanche dimenticare che la nostra costituzione all'articolo 27, enuncia che "Le pene (...) devono tendere alla rieducazione del condannato".
Il carcere quindi non è punitivo ma rieducativo e la rieducazione è sinonimo di "recupero sociale", di "reinserimento sociale", di "risocializzazione". In altre parole il dettame ostituzionale inserisce il concetto di relazione, rapportabile alla vita sociale, che presuppone un ritorno del soggetto nella comunità.
Alla luce del dettato costituzionale mi chiedo: di quale recupero sociale ha bisogno Battisti?
Battisti, dal 1981, vive in Francia dove non ha più compiuto reati, ha lavorato, s'è sposato, ha avuto dei figli ed è diventato un romanziere di successo.
Ora la domanda è semplice: a cosa serve la galera a Battisti? 4 ergastoli potranno davvero fare di lui un uomo migliore? La prigione davvero lo recupererà alla vita di relazione oppure è solo vendetta?

venerdì 4 settembre 2009

Papi è sempre papi...

Ad Alfredo Mantica (Senatore della Repubblica - Vicepresidente della 3ª Commissione permanente: Affari esteri, emigrazione), che, a suo tempo, a seguito del "caso Battisti" ventilò l'ipotesi di cancellare la partita di calcio contro il Brasile, consiglio di leggere il libro riportato a fianco.
Il volume racconta come una certa fazione politica sceglie la nuova classe politica italiana. Prima nelle residenze del Cavaliere, poi al Parlamento europeo o negli enti locali. Tra escort, ballerine, modelle e tanta musica come piace al premier. Tante le testimonianze dirette. A partire da quella di Patrizia D’Addario, la "squillo" all’ultimo momento esclusa dalle elezioni europee.
Io l'ho letto quest'estate, davvero impressionante!
Perché Berlusconi, al contrario di Repubblica e l'Unità, non ha denunciato gli autori di questo libro?
Probabilmente perché quanto riportato è così circostanziato e pieno di testimonianze oggettive che smontarlo è pressoché impossibile.

venerdì 30 gennaio 2009

Battisti chii...??

Bisogna, a mio avviso, mettersi d'accordo se il carcere dev'essere considerato come vorrebbe la Lega Nord, cioè come la vendetta della società nei confronti del singolo, oppure il carcere dovrebbe essere uno strumento di riabilitazione come vorrebbe il nostro ordinamento giuridico. Ora Se il carcere è vendetta, come dice Massimo Zanello (Assessore alle Culture, Identità e autonomie della Regione Lombardia - Lega) è corretto che Battisti venga estradato e vada in galera. Se il carcere è riabilitazione, a me sembra che Battisti non necessiti di alcuna riabilitazione. Dopo la sua fuga all'estero ha sempre lavorato, è diventato uno scrittore di successo e non è più stato incriminato per alcunchè. La galera, neanche quella italiana, lo potrà certo migliorare.