L'italian style comincia a contagiare anche il mondo della politica internazionale.
Il ministro dell’economia giapponese Yoshio Hachiro, in visita a Fukushima, l’aveva definita «una città di morte» ed aveva cercato di toccare un giornalista dicendogli per scherzo «Ti passo un po' di radiazioni».
Affermazioni definite "inadeguate" dallo stesso neopremier Yoshihiko Noda - che aveva chiesto e ottenuto delle scuse immediate da parte del ministro - mentre il paese è intento a far tornare tutto alla normalità: "Mi dispiace sinceramente che la frase abbia causato incomprensione, sono estremamente dispiaciuto e ritiro le mie affermazioni", aveva rettificato il ministro.
Le scuse che non sono valse a fermare gli attacchi della stampa e dell'opposizione, che hanno costretto Hachiro a gettare la spugna.
Una facezia, rispetto alla "culona, inchiavabile" con cui il nostro primo ministro avrebbe apostrofato la collega tedesca Angela Merkel, ma la democrazia giapponese è giovane, damogli tempo...
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lunedì 12 settembre 2011
martedì 16 agosto 2011
Moto-nuke
La situazione in merito all'impianto nucleare di Fukushima, distrutto dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo scorso, è ben lungi dall'essere risolta.
Fukushima però, si è volatilizzata, dai media giapponesi e mondiali, come se non esistesse più.
Nonostante Internet, per certi argomenti, come quello del disastro nucleare giapponese, l'atmosfera censoria sembra peggiore di quella sovietica dopo il disastro di Chernobyl.
Nessuno sa la verità su ciò che sta accadendo ai reattori a Fukushima e su quale sia la reale contaminazione del territorio giapponese.
Il messaggio che deve prevalere nel mondo è chiaramente "tutto bene, tutto ok" con i Giapponesi che stanno rischiando di "mangiarsi" la radioattività dei loro reattori distrutti non solo con i bovini al cesio radioattivo, ma anche con la imminente raccolta del riso, come scriveva nel suo blog da Kyoto Naoko Okada. Evidentemente per la globalizzazione comprare "necesse est", vivere "non necesse". Ovvio che però il "sistema" grippa quando i media sono "costretti" a puntare nuovamente i riflettori sull'argomento.
Il riflettore, in questo caso, è stato puntato da Valentino Rossi, pilota della Ducati MotoGP, che sembra non avere nessuna intenzione di correre a Motegi a soli 70 Km dal disastro nucleare.
Anche le altre star del motociclismo, da Jorge Lorenzo a Casey Stoner pare non vogliano correre sul circuito nipponico.
"A me non interessa sapere che ho una assicurazione che mi curerà se starò male" ha detto il centauro di Tavullia "Non ho parlato fino ad ora perchè credevo che il buonsenso prevalesse e invece ci dicono che tutto va bene". "Io ho paura di andare in un posto dove c'è una centrale nucleare fuori controllo e dove si succedono con costanza terremoti."
[continua...]
martedì 10 maggio 2011
Zio Kan
Il primo ministro nipponico, Naoto Kan si espone in prima persona per risolvere la crisi nucleare di Fukushima annunciando di rinunciare allo stipendio da premier fino a quando la situazione all’impianto disastrato non sarà riportata sotto controllo.
I politici giapponesi paragonati ai nostri sembrano marziani verdi con le antenne.
Per i politici nostrani lo stipendio è come la mamma: uno, santo e intoccabile, se poi qualche cataclisma servisse a rimpinguarlo, ben venga.
Fino a ieri ero convinto che gli antipodi fossero solo una questione geografica, oggi credo ci sia anche qualcosa di antropologico.
giovedì 28 aprile 2011
Fine Vita
Di Mister B. possiamo pensare tutto ma non che sia uno che non dica quel che pensa.
E Mister B. pensa che l'italiano sia un bambino un po' imbecille che vota sull'emozione, meglio quindi che non si esprima referendariamente sul nucleare.
Riparliamone tra un po', quando sarà finito l'effetto Fukushima.
Ora è meglio parlare della legge sul Fine Vita, quella che più di due anni fa, avrebbe dovuto salvare la pelle di Eluana Englaro.
Anche in questo caso l'italiano è considerato un bambino imbecille che non sa riconoscere tra una vita dignotosa, la dignità della morte e l'immortalità dell'anima.
Per la legge alimentazione e idratazione non devono essere considerate terapie, ma forma di sostegno vitale.
Prima o poi bisognerà ricordarsene anche per le pensioni di invalidità.
E Mister B. pensa che l'italiano sia un bambino un po' imbecille che vota sull'emozione, meglio quindi che non si esprima referendariamente sul nucleare.
Riparliamone tra un po', quando sarà finito l'effetto Fukushima.
Ora è meglio parlare della legge sul Fine Vita, quella che più di due anni fa, avrebbe dovuto salvare la pelle di Eluana Englaro.
Anche in questo caso l'italiano è considerato un bambino imbecille che non sa riconoscere tra una vita dignotosa, la dignità della morte e l'immortalità dell'anima.
Per la legge alimentazione e idratazione non devono essere considerate terapie, ma forma di sostegno vitale.
Prima o poi bisognerà ricordarsene anche per le pensioni di invalidità.
domenica 13 marzo 2011
Arigatò
Mi auguro che quanto accaduto alla centrale di Fukushima ponga la parola fine alle velleità nucleari italiane.
Da mesi, il solito gruppo di benpensanti, afferma che, avendo l'Italia centrali nucleari poste a 20 chilometri dal confine in caso di incidente nessuno può ritenersi al sicuro, tanto vale quindi dotarci anche noi dei trappoloni radioattivi.
Un po' come dire: visto che il cane del mio vicino caga sul marciapiede perchè non dovrei cominciare a defecare anch'io in mezzo alla strada?
Ai referendum sul nucleare del 1987 ho votato contro la produzione di energia nucleare in Italia e tutte le volte che si ripropongono questi eventi ringrazio dio della mia scelta e di quella dell'80% degli italiani.
Qualcuno si è fatto una vaga idea di cosa serebbe potuto accadere se il terremoto dell'Aquila avesse interessato una centrale nucleare?
In un paese in cui la prevenzone sismica è analoga a quella contro le mafie, per diventare tutti verdi luminescenti ci manca solo il nucleare.
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