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martedì 11 maggio 2010

I treni in orario

Matteo Salvini, questa mattina, "riciccia" sugli sprechi degli ospedali meridionali.
Nel 1987 Massimo Troisi, in un suo film memorabile, ad un suo personaggio, a proposito di Mussolini, faceva dire: "Per fare arrivare i treni in orario però, mica c'era bisogno di farlo capo del governo, bastava farlo capo stazione".
Se gli ospedali sprecano basta mettere un amministratore capace mica fare il federalismo.
Un po' di comune senso della realtà non guasterebbe.
Neanche a Salvini.

giovedì 29 aprile 2010

Quanto mi ami? Ma quanto mi costi?

Se ascolti un leghista qualsiasi, il federalismo è la panacea di tutti i mali, dall'economia alla sicurezza, dall'immigrazione alla penuria di lavoro.
Berlusconi, a detta sua, nei prossimi tre anni, sconfiggerà il cancro, il federalismo probabilmente ci risolverà il problema delle emorroidi.
Ieri Bossi affermava che "Serve il federalismo fiscale altrimenti l'Italia fa la fine della Grecia" al solito dimentica di dirci quante palanche ci costerà la via per il paradiso.
Una cosa è certa i numeri greci e quelli italiani sono simili: il debito pubblico e il tasso di disoccupazione italiano sono comparabili a quelli greci.
In compenso le entrate fiscali italiane sono in diminuzione mese dopo mese mentre la spesa pubblica è in continuo aumento.
Due anni di governo Berlusconi non ci ha avvicinato di un pelo al federalismo, anzi ha alzato l'asticella del livello di sopravvivenza.
Saranno queste le riforme?

In studio Fabio Meroni (Assessore Provincia Monza e Brianza - Lega Nord) afferma che il federalismo non è la panacea di tutti i mali ma la soluzione di tutti i mali.
Oh, merda, vabbè "parla come mangi" ma se questi governano come parlano...

mercoledì 28 aprile 2010

T-red, ovvero il guerriero della strada

Una delle bandiere dei promotori del federalismo è la vicinanza della politica la territorio.
Il cittadinio controlla il politico e il politico controlla il cittadino.
E' proprio di ieri la notizia della fine delle indagini per i T-Red, i rilevatori di velocità e del passaggio col verde "truccati" piazzati sopra i semafori.
L'inchiesta era nata da un esposto dei cittadini di Segrate, Comune alle porte di Milano, dove sarebbero state incassate indebitamente multe per circa 2,4 milioni di euro.
I militari della Guardia di Finanza hanno notificato l'avviso di chiusura delle indagini a 38 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere, truffa, abuso d'ufficio, turbativa d'asta, tra i quali alcuni sindaci e comandanti della polizia locale.
Il sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini (PDL) nel proprio programma elettorale aveva messo al primo posto la mobilità sostenibile.
Appunto, la mobilità sosteneva l'economia del Comune.

La repubblica - Elenco dei comuni coinvolti nell'inchiesta