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lunedì 30 maggio 2011
martedì 24 maggio 2011
Suor Mariolina
Questa mattina in trasmissione chiama una Signora 55enne, rimasta senza lavoro.
Lesta come un gatto Suor Mariolina Moioli (Assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali di Letizia Bricchetto-Moratti) la invita a rivolgersi al Centro di Mediazione al Lavoro di via Scaldasole 5 a Milano.
Bene, brava Mariolina.
Indiscutibilmente la Moioli è una che si da parecchio da fare per trovare posti di lavoro.
Ne sanno qualcosa le 46 educatrici incaricate per l’insegnamento della religione cattolica ai bambini dai 3 ai 5 anni, assunte nel 2009;dal Comune di Milano: maestre segnalate dalla Curia ma pagare i contribuenti.
Insegnanti di religione che non hanno dovuto superare alcun concorso pubblico, ma hanno lo stipendio comunale, come il resto del corpo docente nelle materne.
Quindi Signora, per ricapitolare! In via Scaldasole o in Curia, in piazza Fontana 2.
Veda un po' lei...
Bene, brava Mariolina.
Indiscutibilmente la Moioli è una che si da parecchio da fare per trovare posti di lavoro.
Ne sanno qualcosa le 46 educatrici incaricate per l’insegnamento della religione cattolica ai bambini dai 3 ai 5 anni, assunte nel 2009;dal Comune di Milano: maestre segnalate dalla Curia ma pagare i contribuenti.
Insegnanti di religione che non hanno dovuto superare alcun concorso pubblico, ma hanno lo stipendio comunale, come il resto del corpo docente nelle materne.
Quindi Signora, per ricapitolare! In via Scaldasole o in Curia, in piazza Fontana 2.
Veda un po' lei...
lunedì 23 maggio 2011
Indignatos
Ad una settimana dal ballottaggio, la politica milanese è più che mai fuori controllo.
Nessuna speranza di abbassare i toni, in questo clima da tutti contro tutti.
La voglia di sangue è elevata e c'è chi è disposto anche a simulare una rissa per placare la sete della folla.
Purtroppo per noi, nella stragrande maggioranza delle volte, ci si limita solo alla violenza verbale.
Pisapia sembra il classico cane in chiesa, chiunque passa si sente in dovere di assestargli un calcio o di rivolgergli un insulto.
Nell'ipermercato della destra invece, si trovano le offerte migliori: la Bricchetto se vince aboliisce ecopass e rimborsa le multe, Bossi porta due ministeri a Milano, Berlusconi apre a tutti il condominio-harem dell'Olgettina.
I voti ormai si rastrellano casa per casa: in questo periodo le promesse si sprecano, dalla casa, al lavoro, finanche alla vita eterna.
"Un politico che non fa promesse è come una puttana che non fa marchette" scriveva Roberto Gervaso, e la nostra classe politica va fortissimo in tutte due i settori.
giovedì 19 maggio 2011
Oremus frates
La classe politica - evangelicamente parlando - è davvero di dura cervice.
Puniti selvaggiamente dai cittadini che non votano più - l'astensionismo a Milano è ancora il maggior partito - invece di parlare di programmi continuano a litigare.
E' più facile rinfacciare la migliore pulizia del proprio deretano piuttosto che parlare di cose concrete.
I veri problemi per i politici milanesi sembrano essere la moschea, il voto agli extracomunitari o i centri sociali.
Nulla, rispetto all'inquinamento che ci ammazza di bronchite e cancro o dello tsunami di cemento che sommergerà Milano con l'Expò.
Ma su questi temi il mutismo è pressochè d'obbligo.
martedì 17 maggio 2011
Stan scippando una vecchia!
Lo sguardo vacuo della Bricchetto, nelle dichiarazioni di ieri sera, era sintomatico del gelo che prende la schiena della iena quando vede sfuggirsi la preda da sotto le fauci.
Al di là dei soldi spesi per una campagna elettorale faraonica, su Milano si stanno riversando i miliardi dell'Expo.
Una montagna di danaro che perdere sul filo di lana non rende particolarmente di buon umore.
Ma questa sinistra ridanciana festeggia con un po' troppo anticipo.
Non credo che alla banda dei B. (Brichetto-Berlusconi-Bossi) permetterà facilmente che un Pisapia qualunque s'appropri impunemente del sudato bottino.
mercoledì 11 maggio 2011
venerdì 6 maggio 2011
Moratti, Pisapia e gli altri
Mercoledì scorso, alle 7 di sera, in P.zza Duomo a Milano s'erano radunate 20.000 persone per sentire Beppe Grillo parlare di elezioni amministrative con il suo movimento "5 stelle".
La notizia, seppur incredibile in un momentro in cui i politici devono pagare i propri sostenitori per farli scendere in piazza, non ha trovato spazio sui giornali.
Alla faccia del rinnovamento della politica.
Aria Pulita che trova posto per tutti, anche per i poeti mammoni, non scova neanche uno strapuntino per un candidato del movimento di Grillo, ripegando sui "soliti affidabilissimi noti".
Per fortuna l'informazione, come al solito, arriva dalla rete.
E in rete troviamo un filmato in cui Letizia Moratti, per raccattare qualche voto dopo anni di shopping in via della Spiga, fa campagna elettorale in un mercato comunale insieme alla sua mamma e a due guardie del corpo. Nessuno se la fila, tranne i fotografi, ma lei dispensa saluti e sorrisi a tutti da politico consumato.
Anche l'avvocato Giuliano Pisapia non lesiana figure di palta, rivolgendosi a 4 pensionati di numero, in un giardinetto con un megafono per "affrontare il tema spinoso delle case popolari".
Forse sta mettendo all'asta l'appartamento della Baggina occupato dalla sua compagna.
La notizia, seppur incredibile in un momentro in cui i politici devono pagare i propri sostenitori per farli scendere in piazza, non ha trovato spazio sui giornali.
Alla faccia del rinnovamento della politica.
Aria Pulita che trova posto per tutti, anche per i poeti mammoni, non scova neanche uno strapuntino per un candidato del movimento di Grillo, ripegando sui "soliti affidabilissimi noti".
Per fortuna l'informazione, come al solito, arriva dalla rete.
E in rete troviamo un filmato in cui Letizia Moratti, per raccattare qualche voto dopo anni di shopping in via della Spiga, fa campagna elettorale in un mercato comunale insieme alla sua mamma e a due guardie del corpo. Nessuno se la fila, tranne i fotografi, ma lei dispensa saluti e sorrisi a tutti da politico consumato.
Anche l'avvocato Giuliano Pisapia non lesiana figure di palta, rivolgendosi a 4 pensionati di numero, in un giardinetto con un megafono per "affrontare il tema spinoso delle case popolari".
Forse sta mettendo all'asta l'appartamento della Baggina occupato dalla sua compagna.
domenica 6 giugno 2010
As[sesso]re
Per la serie non facciamoci mai mancare niente: il nuovo sex-gate politico.
Ad essere trovato con le mani non nei proprio pantaloni è l'assessore all’Ambiente Paolo Massari: un raffinato dandy della politica comunale milanese.
Questa volta però, la cosa sembra, essere un po' più seria del solito.
Dimentichiamo per un attimo escort-puttane e travestiti, questa sarebbe una storia, anzi due, di molestie.
La prima segnalazione arriverebbe alla fine dello scorso mese al Sindaco di Milano dal Console Norvegese, Einar Bull, su indicazione di una dirigente dell’ufficio norvegese per il Commercio e il turismo a cui il Massari avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti.
Conoscendo l'apertura mentale dei nordici in materia di sesso, sono curiosissimo di sapere che cosa il nostro Paolone nazionale possa mai averle fatto o detto.
La seconda segnalazione sarebbe arrivata da una dipendente a tempo determinato dell’ufficio Relazioni internazionali del Comune che denuncerebbe le molestie dell’assessore e un ricatto sessuale legato al suo contratto in scadenza.
Insomma in un distorto rapporto pseudo-mignottesco, in cui noi paghiamo e lui scopa.
Non c'è pace per il sindaco Moratti, ormai costretta a cambiare assessori con la stessa frequenza con cui cambia le mutande.
domenica 14 febbraio 2010
Don Camillo
Basta!
Adesso basta davvero!
E non se ne può più!
La politica ha i suoi costi, mica possiamo continuare ad ignorarli ed andare avanti per sempre facendo finta di niente!
Insomma qui, a Milano, è almeno dai tempi di Marietto Chiesa (che il signoreiddio lo presenvi per sempre in buona salute), che "politico" è sinonimo di "ladro".
Ma, mi domando, si può ancora lavorare in questo modo?
Un povero assessore, presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino, uno pulito fin nel nome: Camillo Milko, bianco e candido come latte del suo nome, raggirato, imbrogliato e inguaiato da un imprenditore senza scrupoli, sicuramente comunistoide e dai cosacchi della finanza.
Per quale motivo? Vabbè, è stato pescato in flagranza di reato, con una mazzetta in mano da 5.000 euro. E allora? Vi sembra un motivo sufficiente? Pensate, erano talmente pochi che gli stavano in un pacchetto di sigarette!
Questo è mobbing, o qualcosa di simile. Un'intollerabile violenza, insomma. Proviamo ad immedesimarci nel povero Camillo che si rende disponibile nei confronti di un infame poverocristo per oliare un pochino i meccanismi della burocrazia, trattato come il cattivo ladrone sul Calvario.
Maltrattato anche dai vecchi amici: «Chiaramente siamo tutti sotto choc per la vicenda - premette il capogruppo azzurro Giulio Gallera, compagno di Pennisi fin dagli anni della militanza nelle giovanili del PLI -, ma anche determinati a dimostrare che si è trattato di un caso isolato»
Anche il sindaco Moratti, la lady-di-ferro-de-noantri, non fa sconti e chiede le dimissioni del povero Camillo: «Ho piena fiducia nella magistratura - afferma il sindaco di Milano Letizia Moratti - mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia»
Signora Moratti io invece mi auguro che il PGT possa essere approvato velocemente, altrimenti se vuole dedicare strade e vie agli illustri figli della metropoli, tutto l'attuale stradario, non basterà più.
Adesso basta davvero!
E non se ne può più!
La politica ha i suoi costi, mica possiamo continuare ad ignorarli ed andare avanti per sempre facendo finta di niente!
Insomma qui, a Milano, è almeno dai tempi di Marietto Chiesa (che il signoreiddio lo presenvi per sempre in buona salute), che "politico" è sinonimo di "ladro".
Ma, mi domando, si può ancora lavorare in questo modo?
Un povero assessore, presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino, uno pulito fin nel nome: Camillo Milko, bianco e candido come latte del suo nome, raggirato, imbrogliato e inguaiato da un imprenditore senza scrupoli, sicuramente comunistoide e dai cosacchi della finanza.
Per quale motivo? Vabbè, è stato pescato in flagranza di reato, con una mazzetta in mano da 5.000 euro. E allora? Vi sembra un motivo sufficiente? Pensate, erano talmente pochi che gli stavano in un pacchetto di sigarette!
Questo è mobbing, o qualcosa di simile. Un'intollerabile violenza, insomma. Proviamo ad immedesimarci nel povero Camillo che si rende disponibile nei confronti di un infame poverocristo per oliare un pochino i meccanismi della burocrazia, trattato come il cattivo ladrone sul Calvario.
Maltrattato anche dai vecchi amici: «Chiaramente siamo tutti sotto choc per la vicenda - premette il capogruppo azzurro Giulio Gallera, compagno di Pennisi fin dagli anni della militanza nelle giovanili del PLI -, ma anche determinati a dimostrare che si è trattato di un caso isolato»
Anche il sindaco Moratti, la lady-di-ferro-de-noantri, non fa sconti e chiede le dimissioni del povero Camillo: «Ho piena fiducia nella magistratura - afferma il sindaco di Milano Letizia Moratti - mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia»
Signora Moratti io invece mi auguro che il PGT possa essere approvato velocemente, altrimenti se vuole dedicare strade e vie agli illustri figli della metropoli, tutto l'attuale stradario, non basterà più.
martedì 19 gennaio 2010
Ricorrenze e rimembranze
E' da tempo che fervono i preparativi per la commemorazione del decennale della scomparsa di Benedetto Craxi detto Bettino.
Oggi, finalmente, Letizia Moratti ci svelerà dove, a Milano, sarà intitolata una via all'illustre suo figlio (di Milano non della Moratti).
Due giorni fa ben tre ministri della Repubblica (Brunetta, Cicchitto e Sacconi) sono partiti in pellegrinaggio al sepolcro dello politico morto in terra africana.
Ieri, anche il capo dello stato ha voluto ricordare la figura dell'illustre statista, inuna lettera alla moglie parlando di «un’impronta incancellabile» nella storia italiana.
Così a naso mi sembra che si stia un pochino esagerando con colui che tra i moltissimi meriti politici e istituzionali s'è distinto per corruzione e latitanza. Vorrei poter ricordare cotanta figura di politico, con quella che fu la battuta che costò sette anni di censura televisiva a Beppe Grillo:
"Missione in Cina del premier socialista. Craxi s'era portato dietro un codazzo di parenti, famigli, amici, portaborse, damazze, contesse, fidanzate. La sera a Pechino, durante la cena, Martelli dice a Craxi: Ma 'sti cinesi ce n'è un miliardo, e son tutti socialisti!
Craxi: E allora?
Martelli: Allora a chi rubano?"
Oggi, finalmente, Letizia Moratti ci svelerà dove, a Milano, sarà intitolata una via all'illustre suo figlio (di Milano non della Moratti).
Due giorni fa ben tre ministri della Repubblica (Brunetta, Cicchitto e Sacconi) sono partiti in pellegrinaggio al sepolcro dello politico morto in terra africana.
Ieri, anche il capo dello stato ha voluto ricordare la figura dell'illustre statista, inuna lettera alla moglie parlando di «un’impronta incancellabile» nella storia italiana.
Così a naso mi sembra che si stia un pochino esagerando con colui che tra i moltissimi meriti politici e istituzionali s'è distinto per corruzione e latitanza. Vorrei poter ricordare cotanta figura di politico, con quella che fu la battuta che costò sette anni di censura televisiva a Beppe Grillo:
"Missione in Cina del premier socialista. Craxi s'era portato dietro un codazzo di parenti, famigli, amici, portaborse, damazze, contesse, fidanzate. La sera a Pechino, durante la cena, Martelli dice a Craxi: Ma 'sti cinesi ce n'è un miliardo, e son tutti socialisti!
Craxi: E allora?
Martelli: Allora a chi rubano?"
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