Grazie Mattia, molto istruttivo...
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lunedì 23 dicembre 2013
Buon Natale!
Mattia Calise, consigliere comunale di Milano dal 2011 per il Movimento 5 Stelle, con il suo telefono filma e posta sul web cos'è accaduto il 20 dicembre scorso durante la votazione degli aggiustamenti di bilancio.
Grazie Mattia, molto istruttivo...
Grazie Mattia, molto istruttivo...
giovedì 12 dicembre 2013
"Palle" di Natale
Sembra incredibile ma uno dei pochi mercati che ancora "tira" in Italia è il mercato del sesso, e il verbo tirare in questo caso non è una coincidenza.
L'ennesima inutile polemica è quella che coinvolge l’albero di Natale installato in corso Como a Milano e il Comune "progressista" di Milano.
L’albero, decorato con cento vibratori color fucsia, avrà vita brevissima, il Comune, infatti, ha già avviato la procedura per la revoca dell’iniziativa.
L'azienda MySecretCase, sito online per la vendita giocattoli sessuali con un design moderno, aveva chiesto, ottenuto e pagato 4 mila euro, per una regolare licenza di occupazione del suolo pubblico, ma l’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, fa notare che nella domanda presentata non si diceva che i rami dell’albero sarebbero stati usati per appendere un centinaio di vibratori da "vedere e toccare con mano". Ecco perché, a fronte dello scalpore suscitato, l’albero dovrà essere smantellato.
«Iniziative di questo genere mettono a disagio», ha commentato l’assessore al Tempo libero Chiara Bisconti, sicuramente di più delle tasse con cui il Comune ha inondato i cittadini.
L’albero di corso Como doveva avere solo delle tradizionalissime e innocue palle di Natale ma, come tutti sanno, biologicamente tra le palle di norma spunta sempre qualche pirla.
L'ennesima inutile polemica è quella che coinvolge l’albero di Natale installato in corso Como a Milano e il Comune "progressista" di Milano.
L’albero, decorato con cento vibratori color fucsia, avrà vita brevissima, il Comune, infatti, ha già avviato la procedura per la revoca dell’iniziativa.
L'azienda MySecretCase, sito online per la vendita giocattoli sessuali con un design moderno, aveva chiesto, ottenuto e pagato 4 mila euro, per una regolare licenza di occupazione del suolo pubblico, ma l’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, fa notare che nella domanda presentata non si diceva che i rami dell’albero sarebbero stati usati per appendere un centinaio di vibratori da "vedere e toccare con mano". Ecco perché, a fronte dello scalpore suscitato, l’albero dovrà essere smantellato.
«Iniziative di questo genere mettono a disagio», ha commentato l’assessore al Tempo libero Chiara Bisconti, sicuramente di più delle tasse con cui il Comune ha inondato i cittadini.
L’albero di corso Como doveva avere solo delle tradizionalissime e innocue palle di Natale ma, come tutti sanno, biologicamente tra le palle di norma spunta sempre qualche pirla.
giovedì 1 agosto 2013
La banda del buco
E’ di ieri la notizia che il commissario straordinario
ALER, Gian Valerio Lombardi, nominato solo due settimane fa, ha depositato sul
tavolo della Regione il bilancio dell’ente, evidenziando un “buco” di ottanta
milioni. L’80% del buco si sarebbe generato solo negli ultimi dodici
mesi.
Da un buco di bilancio ad uno sul terreno: a Milano, nel
2006, la giunta
Albertini cominciava il tunnel tra viale De Gasperi a via Gattamelata.
Il chilometro di tunnel, avrebbe dovuto collegare lo svincolo autostradale con la fiera di Milano.
Il chilometro di tunnel, avrebbe dovuto collegare lo svincolo autostradale con la fiera di Milano.
Nel frattempo la Fiera di Milano s’è trasferita a
Rho-Pero, ma nessuno s’è sognato di fermare il tunnel, il cui costo è lievitato
da 62 a
200 milioni.
I lavori dovevano terminare nel 2010 ma non sono ancora finiti, anzi sono stati sospesi per sempre.
I lavori dovevano terminare nel 2010 ma non sono ancora finiti, anzi sono stati sospesi per sempre.
L'assessore comunale alla mobilità Maran ha detto:
"Quel tunnel ha perso qualsiasi utilità da
oltre 15 anni, ma non è mai stato fermato da nessuno"
Qualcuno propone di farne un autoparco di macchine
rubate e recuperate dalla Polizia. Maran ha chiesto suggerimenti ai
cittadini.
Farne un cimitero dei politici
incapaci?
domenica 7 aprile 2013
Mangiare le idee
Gli spaghetti-western ci hanno insegnato che quando gli avvoltoi disegnano, coi loro voli, spirali nel cielo è la prova inconfutabile della presenza di qualche carogna da spolpare.A poche ore dalla morte, il sindaco milanese Pisapia affermava che, al più presto, sarà dedicata non solo una via o una piazza a Enzo Janacci, ma soprattutto una scuola.
Giovedì scorso il neo "governatur" di Regione Lombardia, in chiusura del suo discorso programmatico, ha citato Giorgio Gaber: "Un grande lombardo - ha sottolineato - che ci ammoniva che le buone intenzioni da sole non bastano. Se potessi mangiare un'idea, cantava il poeta, avrei fatto la mia rivoluzione".
Ci sono voluti 10 anni perché la Lega scoprisse Giorgio Gaber, probabilmente la dirigenza verde stava valutando che fosse davvero morto e che non potesse replicare.
Singolare è anche la citazione: "mangiare" è ormai l'ossessione della politica.
Di concreto, da mangiare, c'è rimasto ben poco, cominciare con le idee potrebbe essere una valida alternativa.
giovedì 13 dicembre 2012
Just married
E' sempre un piacere sentire "Lacarla" in occasione delle feste.
La vicenda della sua badante è appassionante come un romanzo d'appendice: siamo alla puntata sui controlli di regolarizzazione della badante.
Davide Boni difende la normativa vigente che vuole arginare i matrimoni d'interesse tra vecchi facoltosi e giovani rapaci extracomunitarie.
Ne sa qualcosa la giovane 26enne, di origini marocchine che lo scorso 3 dicembre appena arrivata a Palazzo Reale in abito da sposa, con fidanzato, amici e parenti, e' stata fermata, perquisita, interrogata per otto ore e denunciata per immigrazione clandestina.
Peccato che la stessa Polizia fosse al corrente del fatto che la posizione della donna era tutt'altro che irregolare.
I futuri sposi avevano formalizzato la loro richiesta di matrimonio presso il Comune di Milano con le pubblicazioni.
La replica del Comune di Milano è la cosa più esilerante di tutta la vicenda: "In passato si sono verificate situazioni di matrimoni irregolari, stipulati anche tramite organizzazioni criminali per consentire a persone di origine straniera di ottenere la nazionalità italiana. Per questo la polizia locale effettua regolari controlli presso Palazzo Reale dove si svolgono i matrimoni civili"
Di scuse neanche a parlarne...
La vicenda della sua badante è appassionante come un romanzo d'appendice: siamo alla puntata sui controlli di regolarizzazione della badante.
Davide Boni difende la normativa vigente che vuole arginare i matrimoni d'interesse tra vecchi facoltosi e giovani rapaci extracomunitarie.
Ne sa qualcosa la giovane 26enne, di origini marocchine che lo scorso 3 dicembre appena arrivata a Palazzo Reale in abito da sposa, con fidanzato, amici e parenti, e' stata fermata, perquisita, interrogata per otto ore e denunciata per immigrazione clandestina.
Peccato che la stessa Polizia fosse al corrente del fatto che la posizione della donna era tutt'altro che irregolare.
I futuri sposi avevano formalizzato la loro richiesta di matrimonio presso il Comune di Milano con le pubblicazioni.
La replica del Comune di Milano è la cosa più esilerante di tutta la vicenda: "In passato si sono verificate situazioni di matrimoni irregolari, stipulati anche tramite organizzazioni criminali per consentire a persone di origine straniera di ottenere la nazionalità italiana. Per questo la polizia locale effettua regolari controlli presso Palazzo Reale dove si svolgono i matrimoni civili"
Di scuse neanche a parlarne...
martedì 9 ottobre 2012
I ragazzi della "colonia"
Alcuni telespettatori hanno rare doti di preveggenza come la Sibilla Cumana.
Ricordo che all'inizio di agosto ridevamo parecchio sui "Ragazzi della Colonia", non s'è neanche conclusa l'estate che la farsa è finita e sono scattate le manette.
I fatti, manco a dirlo, riguardano un giro di mazzette, per 38 milioni di euro, per le case vacanze di bambini e anziani del comune di Milano.
Al centro dell'inchiesta: Patrizio Mercadante, funzionario dell'assessorato Famiglia del Comune di Milano e stretto collaboratore di Mariolina Moioli, l’assessore alle Politiche sociali della giunta Moratti.
Ieri, "suor" Mariolina, afferma di non aver "mai sospettato nulla".
Singolare affermazione, chiunque abbia bazzicato la politica bergamasca conosce le "chiacchere" che girano su Mercadante e sugli appoggi che gode e che dispensa.
Alla fine dello scorso aprile, in una conversazione telefonica, con il segretario generale dell'Istituto ciechi Antonio Picheca, anche lui coinvolto nell'inchiesta, Mercadante parla di come la Moioli - dopo le notizie uscite sull’inchiesta - stia prendendo le distanze da lui: «Magari sabato la vado a trovare a casa e glielo ribadisco: invece di difenderci te ne lavi le mani?».
In quell'occasione, forse ha anche ricordato a Mariolina il contratto d'affitto sottoscritto dalla "Fondazione Pini" con la figlia minore della stessa Moioli.
Ricordo che all'inizio di agosto ridevamo parecchio sui "Ragazzi della Colonia", non s'è neanche conclusa l'estate che la farsa è finita e sono scattate le manette.
I fatti, manco a dirlo, riguardano un giro di mazzette, per 38 milioni di euro, per le case vacanze di bambini e anziani del comune di Milano.
Al centro dell'inchiesta: Patrizio Mercadante, funzionario dell'assessorato Famiglia del Comune di Milano e stretto collaboratore di Mariolina Moioli, l’assessore alle Politiche sociali della giunta Moratti.
Ieri, "suor" Mariolina, afferma di non aver "mai sospettato nulla".
Singolare affermazione, chiunque abbia bazzicato la politica bergamasca conosce le "chiacchere" che girano su Mercadante e sugli appoggi che gode e che dispensa.
Alla fine dello scorso aprile, in una conversazione telefonica, con il segretario generale dell'Istituto ciechi Antonio Picheca, anche lui coinvolto nell'inchiesta, Mercadante parla di come la Moioli - dopo le notizie uscite sull’inchiesta - stia prendendo le distanze da lui: «Magari sabato la vado a trovare a casa e glielo ribadisco: invece di difenderci te ne lavi le mani?».
In quell'occasione, forse ha anche ricordato a Mariolina il contratto d'affitto sottoscritto dalla "Fondazione Pini" con la figlia minore della stessa Moioli.
mercoledì 12 settembre 2012
Milano calibro 9
Emergenza sicurezza a Milano.
Emergenza? Bah, può essere...
Lunedì sera vicino a Porta Romana hanno accoppato un paio di soggetti singolari.
Lui, la stampa lo definisce un "imprenditore" ma l'azienda a conduzione familiare di cui era socio è stata chiusa lo scorso anno.
Gli piacevano la Juventus e i Caraibi e le immersioni subacquee, la destra nel senso della politica e Tony Montana, l’Al Pacino di "Scarface" e mica solo per gli Oscar.
La moglie, 21enne caraibica, almeno dalle foto non sembra proprio una "mariagoretti".
A casa dei due, mezz'etto di coca e tante domande su come sbarcassero il lunario...
Ieri in via Giacosa, da un'Audi A2 sono partiti alcuni colpi verso una Ford Focus.
Le auto, poi, si sono allontanate in due direzioni opposte e sembra che non ci sia stato alcun ferito.
Le due sparatorie hanno riacceso la polemica politica sulla questione sicurezza.
"Da subito tornino i militari per le strade" è la richiesta dei consiglieri Alessandro Morelli (lega) e Giulio Gallera (pdl).
Carlo Masseroli, capogruppo pdl in Comune chiede che si svolga una seduta d'aula dedicata alla sicurezza, "è ormai improrogabile che anche il Comune faccia la sua parte a cominciare dal ruolo e dagli strumenti della polizia locale fino al ritorno dei militari per le strade della città".
Non poteva mancare la voce dell'ex vice sindaco meneghino, lo sceriffo Riccardo De Corato, attualmente vicepresidente del Consiglio Comunale e parlamentare del Pdl, gli episodi di ieri e oggi dimostrano che "a Milano siamo al Far West".
Emergenza? Bah, può essere...
Lunedì sera vicino a Porta Romana hanno accoppato un paio di soggetti singolari.
Lui, la stampa lo definisce un "imprenditore" ma l'azienda a conduzione familiare di cui era socio è stata chiusa lo scorso anno.
Gli piacevano la Juventus e i Caraibi e le immersioni subacquee, la destra nel senso della politica e Tony Montana, l’Al Pacino di "Scarface" e mica solo per gli Oscar.
La moglie, 21enne caraibica, almeno dalle foto non sembra proprio una "mariagoretti".
A casa dei due, mezz'etto di coca e tante domande su come sbarcassero il lunario...
Ieri in via Giacosa, da un'Audi A2 sono partiti alcuni colpi verso una Ford Focus.
Le auto, poi, si sono allontanate in due direzioni opposte e sembra che non ci sia stato alcun ferito.
Le due sparatorie hanno riacceso la polemica politica sulla questione sicurezza.
"Da subito tornino i militari per le strade" è la richiesta dei consiglieri Alessandro Morelli (lega) e Giulio Gallera (pdl).
Carlo Masseroli, capogruppo pdl in Comune chiede che si svolga una seduta d'aula dedicata alla sicurezza, "è ormai improrogabile che anche il Comune faccia la sua parte a cominciare dal ruolo e dagli strumenti della polizia locale fino al ritorno dei militari per le strade della città".
Non poteva mancare la voce dell'ex vice sindaco meneghino, lo sceriffo Riccardo De Corato, attualmente vicepresidente del Consiglio Comunale e parlamentare del Pdl, gli episodi di ieri e oggi dimostrano che "a Milano siamo al Far West".
venerdì 27 luglio 2012
Area C
Quanto è accaduto ieri al Comune di
Milano fa riflettere su come sia ridotto lo stato di diritto nel nostro paese.
L'Area C, introdotta lo scorso 16
gennaio, viene bloccata da un'ordinanza del Consiglio di Stato a seguito del
ricorso di una società di parcheggi del centro di Milano.
Che l'Area C abbia un sacco
di contraddizioni è un dato di fatto.
Uno su tutti riguarda noi donatori del
Policlinico, costretti a pagare l'ingresso in centro anche per donare il
sangue.
Tuttavia l'Area C è stata voluta
refendariamente dalla maggioranza dei cittadini milanesi e da una giunta che
pagherà "elettoralmente" gli eventuali errori delle sue scelte.
Che gli interessi economici privati di
un parcheggiatore blocchino un'ordinanza posta a tutela della pubblica qualità
della vita sembra un controsenso.
Ma di fronte all'andazzo
generale, neanche tanto...
lunedì 16 luglio 2012
Granelli di criminalità
Chiunque, fino a questo momento, aveva
affermato che il Comune di Milano è poco attento alla sicurezza è stato
sonoramente smentito.
Mercoledì della scorsa settimana
un'anziana signora, vittima di uno scippo, nel quartire di Bruzzano, ha
riportato la frattura del femore ed è stata ricoverata in stato di choc
all'Istituto Galeazzi.
Immediatamente, sul posto, il
comandante della polizia locale, Tullio Mastrangelo, ha inviato subito 6
pattuglie, due delle quali in borghese.
Gli agenti si sono messi alla caccia
dei malviventi setacciando tutto il quartiere o alla ricerca almeno di eventuali
testimoni.
Niente male per una città che ha visto
un aumento dell'attività predatoria del 15% nell'ultimo anno.
Nel caso in questione sorge il dubbio
che se la donna non fosse stata la madre dell'attuale assessore comunale alla
Sicurezza, Marco Granelli, forse non ci sarebbe stato tutto questo spiegamento di forze.
Indiscutibilmente per Granelli la fortuna è cieca ma
la sfiga ci vede benissimo.
Un plauso comunque all'assessore: mai visto un politico così attaccato al proprio lavoro da portarselo anche a
casa!
giovedì 29 marzo 2012
Il "pizzo"
Quando parli di Milano, parli di scienza e tecnologia.
Sembra Futurama, la capitale dell'innovazione. Una "Silicon valley" in salsa giapponese "de noantri"
Torme di persone si aggirano per le strade e i viali del centro, armati di smartphone, iPhone, iPad, e qualsiasi altra diavoleria tecnologica.
Tutti in un'unica rete virtuale sempre connessi in modo inscindibile.
Ora poi, con il l'EXPO alle porte, più che mai.
L'accesso all'Area C lo puoi pagare col telepass, col telefono, oppure attivando l'apposito tagliando collegandoti alla sezione Servizi on line del sito appositamente predisposto dal Comune, come ho fatto io la settimana scorsa.
Sarebbe interessante sapere chi ha predisposto e cura il servizio on line di Area C. Esiste una legge, la n°4 del gennaio 2004, seguita da un Decreto Ministeriale dell'8 luglio 2005 che detta i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici. Dire che chi offre il servizo ha disatteso la legge, è un eufemismo.
Il processo di attivazione del Ticket è un vero delirio: una sola lingua, pulsanti con scritte piccolissime dal senso incomprensibile, processo poco chiaro e ridondante. Arrivato alla fine dell'attivazione la domanda è lecita: avrò fatto tutto regolarmente?
Telefonata di conferma.
Tutto ok!
Esprimo all'operatore alcune perplessità sulla chiarezza del processo e lui sarcasticamente mi risponde che dovrei scrivere all'Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Il tabaccaio chiama il ticket "Gratta&Vinci".
Cosa grattino è chiaro, molto meno quello che vinciamo.
Io lo chiamerei più simpaticamente: "Il Pizzo"
Sembra Futurama, la capitale dell'innovazione. Una "Silicon valley" in salsa giapponese "de noantri"
Torme di persone si aggirano per le strade e i viali del centro, armati di smartphone, iPhone, iPad, e qualsiasi altra diavoleria tecnologica.
Tutti in un'unica rete virtuale sempre connessi in modo inscindibile.
Ora poi, con il l'EXPO alle porte, più che mai.
L'accesso all'Area C lo puoi pagare col telepass, col telefono, oppure attivando l'apposito tagliando collegandoti alla sezione Servizi on line del sito appositamente predisposto dal Comune, come ho fatto io la settimana scorsa.
Sarebbe interessante sapere chi ha predisposto e cura il servizio on line di Area C. Esiste una legge, la n°4 del gennaio 2004, seguita da un Decreto Ministeriale dell'8 luglio 2005 che detta i requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici. Dire che chi offre il servizo ha disatteso la legge, è un eufemismo.
Il processo di attivazione del Ticket è un vero delirio: una sola lingua, pulsanti con scritte piccolissime dal senso incomprensibile, processo poco chiaro e ridondante. Arrivato alla fine dell'attivazione la domanda è lecita: avrò fatto tutto regolarmente?
Telefonata di conferma.
Tutto ok!
Esprimo all'operatore alcune perplessità sulla chiarezza del processo e lui sarcasticamente mi risponde che dovrei scrivere all'Ufficio Relazioni con il Pubblico.
Il tabaccaio chiama il ticket "Gratta&Vinci".
Cosa grattino è chiaro, molto meno quello che vinciamo.
Io lo chiamerei più simpaticamente: "Il Pizzo"
martedì 14 febbraio 2012
La fiera delle banalità
Un pregiudicato clandestino cileno di 29 anni, Marcello Valentino Gomez Cortes, è morto a Milano dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un agente 36enne della polizia locale.
L'ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato si iscrive di diritto alla pagina dell'ovvio: "La vigilanza urbana di Milano è sotto attacco da parte della malavita predatoria e di strada".
L'ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato si iscrive di diritto alla pagina dell'ovvio: "La vigilanza urbana di Milano è sotto attacco da parte della malavita predatoria e di strada".
Se uno fa la guardia cosa dovrebbe aspettarsi?
Pronta la replica della Banda Bassotti: "La criminalità di Milano è sotto attacco da parte della vigilanza urbana".
E' la fiera della banalità.
Il cittadino, un po' in imbarazzo in questo mezzogiorno e mezzo di fuoco, non sa più a che santo votarsi.
Per la classe politica su ogni scusa è buona per sollevare un po' di polvere.
A seconda dello schieramento politico e della convenienza del momento Milano diventa il paradiso terreste o la Chicago di Al Capone.
Elmetto e foglia di fico.
venerdì 22 ottobre 2010
Mammalucco
Oggi, venerdì una mail culturale per sollevare un po' il morale della trasmissione finito tra un sacco di monnezza e un lacrimogeno provenienti da Terzigno.
Oggi, al Palazzo delle Stelline di Milano, di proprietà del Comune, si terrà una conferenza del filisofo turco Adnan Oktar, meglio noto col nome di battaglia “Harun Yahya”.
Adnan Oktar è un sostenitore del creazionismo, afferma che il sionismo sia razzista e massone e che il darwinismo generi il terrorismo.
Secondo Oktar, il cosiddetto Olocausto è la morte di qualche ebreo dovuta ad un’epidemia di tifo verso la fine della II Guerra Mondiale.
In turchia Oktar ha ragranellato 19 mesi di carcere per minacce e ricatto.
Complimenti al Comune, siccome ultimamente mancavano un po' di stupidaggini autocnone, cominciamo ad importarne dall'estero.
Oggi, al Palazzo delle Stelline di Milano, di proprietà del Comune, si terrà una conferenza del filisofo turco Adnan Oktar, meglio noto col nome di battaglia “Harun Yahya”.
Adnan Oktar è un sostenitore del creazionismo, afferma che il sionismo sia razzista e massone e che il darwinismo generi il terrorismo.
Secondo Oktar, il cosiddetto Olocausto è la morte di qualche ebreo dovuta ad un’epidemia di tifo verso la fine della II Guerra Mondiale.
In turchia Oktar ha ragranellato 19 mesi di carcere per minacce e ricatto.
Complimenti al Comune, siccome ultimamente mancavano un po' di stupidaggini autocnone, cominciamo ad importarne dall'estero.
martedì 12 ottobre 2010
Prove di federalismo criminale
Era la fine di agosto, meno di due mesi fa, al Corvetto, prima periferia a sud est di Milano, un gruppo di persone picchiava a sangue un magrebino, la polizia locale intervenne e venne picchiata a sua volta tra l'assoluta indifferenza degli abitanti.
Ieri, alla Stadera, un pugno di vie più a ovest, un tassista viene mezzo ammazzato, da un branco di delinquenti, perchè investe un cane.
E' la legge del taglione in questa Scampia nostrana.
Se provi a ribellarti o a testimoniare ti bruciano la macchina.
Per il governo della città casi di delinquenza isolata, meglio concentrarsi sulla stella a 5 punte apparsa in una scritta contro Marchionne e il sindacato, in viale Umbria.
Il vice sindaco De Corato corre in ospedale al capezzale del tassista.
Un 'po di solidarietà pelosa: almeno a lui la macchina mica l'hanno bruciata.
Ieri, alla Stadera, un pugno di vie più a ovest, un tassista viene mezzo ammazzato, da un branco di delinquenti, perchè investe un cane.
E' la legge del taglione in questa Scampia nostrana.
Se provi a ribellarti o a testimoniare ti bruciano la macchina.
Per il governo della città casi di delinquenza isolata, meglio concentrarsi sulla stella a 5 punte apparsa in una scritta contro Marchionne e il sindacato, in viale Umbria.
Il vice sindaco De Corato corre in ospedale al capezzale del tassista.
Un 'po di solidarietà pelosa: almeno a lui la macchina mica l'hanno bruciata.
mercoledì 25 agosto 2010
Federalismo criminale
Corvetto è Milano, quello che rimane di Milano. Il quartiere si è gemellato da anni con Scampia, i suoi abitanti non hanno ancora messo un cartello all'ingresso, come fanno nei paesi, ma l'amministrazione comunale dovrebbe valutarlo con in aggiunta la scritta: "Corvetto secessionista". Se a Scampia alle volanti della Polizia lanciavano di tutto dalle finestre, al Corvetto sono scesi direttamente in strada per picchiare un vigile e impedire un arresto. Era in corso un pestaggio a sangue di un maghrebino da parte di alcuni abitanti del quartiere. I vigili sono intervenuti. Uno di loro ha bloccato un aggressore. Venti ragazzi hanno fermato e picchiato il vigile tra l'indifferenza degli abitanti. L'arrestato è fuggito, o meglio, è andato a dormire a nel SUO quartiere. Il Corvetto è infatti COSA LORO. I ragazzi gridavano esultanti al vigile finito in ospedale: "Te la facciamo pagare, così capisci chi comanda".
Si deve prendere atto che il Corvetto è il primo esempio di federalismo criminale a Milano. Nella zona, da anni, chi si ribella, anche per piccole cose, come un parcheggio o per gli schiamazzi, viene minacciato o picchiato con ferocia. L'emigrazione non c'entra, al massimo è mano d'opera usata dalla criminalità italiana. Milano ha La Russa ministro della Difesa, Berlusconi presidente del Consiglio e il varesotto Maroni ministro degli Interni ed è in mano al Pdl e prima di lui a Craxi che poi è la stessa cosa. Se a Scampia lo Stato è assente, a Milano è forse troppo presente.
A Londra, a Vienna o a Madrid, il Corvetto, così come Scampia, sarebbero impossibili persino da concepire. Non esistono zone franche, extraterritoriali dove c'è lo Stato e, se esistono, sono la prova che lo Stato non c'è. La secesiùn comincia a dare i primi effetti. Se Boss(ol)i può invocare 300.000 fucili dalla bergamasca e il suo alleato Dell'Utri chiamare eroe Mangano, allora perché dei ragazzi, se provocati dai ghisa della Moratti, non possono difendere il loro territorio? E' il diritto del suolo e il rovescio della Repubblica Italiana, unita nella divisione.
Beppe Grillo
domenica 6 giugno 2010
As[sesso]re
Per la serie non facciamoci mai mancare niente: il nuovo sex-gate politico.
Ad essere trovato con le mani non nei proprio pantaloni è l'assessore all’Ambiente Paolo Massari: un raffinato dandy della politica comunale milanese.
Questa volta però, la cosa sembra, essere un po' più seria del solito.
Dimentichiamo per un attimo escort-puttane e travestiti, questa sarebbe una storia, anzi due, di molestie.
La prima segnalazione arriverebbe alla fine dello scorso mese al Sindaco di Milano dal Console Norvegese, Einar Bull, su indicazione di una dirigente dell’ufficio norvegese per il Commercio e il turismo a cui il Massari avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti.
Conoscendo l'apertura mentale dei nordici in materia di sesso, sono curiosissimo di sapere che cosa il nostro Paolone nazionale possa mai averle fatto o detto.
La seconda segnalazione sarebbe arrivata da una dipendente a tempo determinato dell’ufficio Relazioni internazionali del Comune che denuncerebbe le molestie dell’assessore e un ricatto sessuale legato al suo contratto in scadenza.
Insomma in un distorto rapporto pseudo-mignottesco, in cui noi paghiamo e lui scopa.
Non c'è pace per il sindaco Moratti, ormai costretta a cambiare assessori con la stessa frequenza con cui cambia le mutande.
giovedì 25 marzo 2010
Manifesto selvaggio
Ieri pomeriggio sono tornato a Milano per la prima volta dopo l'inizio di questa campagna elettorale.Avevo letto del fenomeno del "Manifesto Selvaggio", ma vederlo in prima persona è sicuramente più impressionante.
Arredi pubblici, pali della luce, cassonetti per la raccolta degli indumenti, alberi, nulla è stato risparmiato.
Mi domando: ma questi politici, dalla faccia sorridente stampata sui cartelli, non sono quelli che dovrebbero legiferare per il bene comune e amministrare la cosa pubblica? Perchè dovremmo votare per coloro che così palesemente infrangono le regole minime di rispetto e il senso civico?
Io insegno a mia figlia che non è buona cosa buttare la carte della caramella per terra mentre questi sub-umani riducono le città come discariche.
domenica 14 febbraio 2010
Don Camillo
Basta!
Adesso basta davvero!
E non se ne può più!
La politica ha i suoi costi, mica possiamo continuare ad ignorarli ed andare avanti per sempre facendo finta di niente!
Insomma qui, a Milano, è almeno dai tempi di Marietto Chiesa (che il signoreiddio lo presenvi per sempre in buona salute), che "politico" è sinonimo di "ladro".
Ma, mi domando, si può ancora lavorare in questo modo?
Un povero assessore, presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino, uno pulito fin nel nome: Camillo Milko, bianco e candido come latte del suo nome, raggirato, imbrogliato e inguaiato da un imprenditore senza scrupoli, sicuramente comunistoide e dai cosacchi della finanza.
Per quale motivo? Vabbè, è stato pescato in flagranza di reato, con una mazzetta in mano da 5.000 euro. E allora? Vi sembra un motivo sufficiente? Pensate, erano talmente pochi che gli stavano in un pacchetto di sigarette!
Questo è mobbing, o qualcosa di simile. Un'intollerabile violenza, insomma. Proviamo ad immedesimarci nel povero Camillo che si rende disponibile nei confronti di un infame poverocristo per oliare un pochino i meccanismi della burocrazia, trattato come il cattivo ladrone sul Calvario.
Maltrattato anche dai vecchi amici: «Chiaramente siamo tutti sotto choc per la vicenda - premette il capogruppo azzurro Giulio Gallera, compagno di Pennisi fin dagli anni della militanza nelle giovanili del PLI -, ma anche determinati a dimostrare che si è trattato di un caso isolato»
Anche il sindaco Moratti, la lady-di-ferro-de-noantri, non fa sconti e chiede le dimissioni del povero Camillo: «Ho piena fiducia nella magistratura - afferma il sindaco di Milano Letizia Moratti - mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia»
Signora Moratti io invece mi auguro che il PGT possa essere approvato velocemente, altrimenti se vuole dedicare strade e vie agli illustri figli della metropoli, tutto l'attuale stradario, non basterà più.
Adesso basta davvero!
E non se ne può più!
La politica ha i suoi costi, mica possiamo continuare ad ignorarli ed andare avanti per sempre facendo finta di niente!
Insomma qui, a Milano, è almeno dai tempi di Marietto Chiesa (che il signoreiddio lo presenvi per sempre in buona salute), che "politico" è sinonimo di "ladro".
Ma, mi domando, si può ancora lavorare in questo modo?
Un povero assessore, presidente della commissione Urbanistica di Palazzo Marino, uno pulito fin nel nome: Camillo Milko, bianco e candido come latte del suo nome, raggirato, imbrogliato e inguaiato da un imprenditore senza scrupoli, sicuramente comunistoide e dai cosacchi della finanza.
Per quale motivo? Vabbè, è stato pescato in flagranza di reato, con una mazzetta in mano da 5.000 euro. E allora? Vi sembra un motivo sufficiente? Pensate, erano talmente pochi che gli stavano in un pacchetto di sigarette!
Questo è mobbing, o qualcosa di simile. Un'intollerabile violenza, insomma. Proviamo ad immedesimarci nel povero Camillo che si rende disponibile nei confronti di un infame poverocristo per oliare un pochino i meccanismi della burocrazia, trattato come il cattivo ladrone sul Calvario.
Maltrattato anche dai vecchi amici: «Chiaramente siamo tutti sotto choc per la vicenda - premette il capogruppo azzurro Giulio Gallera, compagno di Pennisi fin dagli anni della militanza nelle giovanili del PLI -, ma anche determinati a dimostrare che si è trattato di un caso isolato»
Anche il sindaco Moratti, la lady-di-ferro-de-noantri, non fa sconti e chiede le dimissioni del povero Camillo: «Ho piena fiducia nella magistratura - afferma il sindaco di Milano Letizia Moratti - mi auguro che il consigliere Pennisi possa chiarire al più presto la sua posizione di fronte alla giustizia»
Signora Moratti io invece mi auguro che il PGT possa essere approvato velocemente, altrimenti se vuole dedicare strade e vie agli illustri figli della metropoli, tutto l'attuale stradario, non basterà più.
venerdì 29 gennaio 2010
Effetto Moore
Lo scorso mese di settembre scrivevo di come il regista Michael Moore racconta in un suo libro di Rudolph Giuliani che per anni si era opposto con forza all'assistenza sanitaria a spese della città di New York per i bambini malati e non coperti da assicurazione, e poi, dopo essersi ammalato di cancro, ci ha ripensato. E ancora come la fervida antiabortista Nancy Reagan, al capezzale del vecchio Ronald malato di Alzheimer, corse a chiedere all'antiabortista G.W. Bush di finanziare la ricerca sulle cellule staminali degli embrioni. E infine, come Dick Chaney fermasse ogni iniziativa antigay finchè non venne a conoscenza che la figlia fosse lesbica. Da qui, la preghiera, di Moore a dionnipotente di far toccare con mano ai politici le disgrazie su cui legiferano con estrema leggerezza.Non per cattiveria ma solo per limitare i danni collettivi.
Sembra che ogni tanto il signore ascolti le preghiere anche di noi senzadio.
Milano, da decenni, in questa stagione vive una qualità dell'aria allarmante.
I politici che fanno? Un ecopass, un blocco, un paio di giorni a targhe alterne.
E intanto i cittadini muoiono. Di smog. Si stimano due/tre morti al giorno. Senza contare tutti quelli che si ammalano soprattutto vecchi e bambini.
Anche il figlio Marco della consigliera comunale del Pdl, Barbara Ciabò, s'è ammalato di leucemia.
"Bisogna fare qualcosa per rendere questa città migliore sotto il profilo dell’ambiente - afferma sul Corrire della Sera giovedì della scorsa settimana. Non si può vivere nella cinica incoscienza di chi spera di non avere mai a che fare con certi drammi. Sia chiaro: non si sa perché la leucemia si manifesti. Qualcuno parla del benzene come di una sostanza che la favorisce. Ma di una cosa sono sicura: i nostri figli in questa città passano inverni che sono un susseguirsi di asma-tosse-bronchiti. Dobbiamo fare qualcosa"
La giornalista chiude l'articolo con una domanda: Perché la politica dovrebbe cambiare passo proprio ora?
La Ciabò parla di atti di coraggio, io più modestamente credo sia l'effetto Michael Moore.
Auguri Sig.ra Ciabò, a suo figlio Marco, e anche ai nostri.
martedì 19 gennaio 2010
Ricorrenze e rimembranze
E' da tempo che fervono i preparativi per la commemorazione del decennale della scomparsa di Benedetto Craxi detto Bettino.
Oggi, finalmente, Letizia Moratti ci svelerà dove, a Milano, sarà intitolata una via all'illustre suo figlio (di Milano non della Moratti).
Due giorni fa ben tre ministri della Repubblica (Brunetta, Cicchitto e Sacconi) sono partiti in pellegrinaggio al sepolcro dello politico morto in terra africana.
Ieri, anche il capo dello stato ha voluto ricordare la figura dell'illustre statista, inuna lettera alla moglie parlando di «un’impronta incancellabile» nella storia italiana.
Così a naso mi sembra che si stia un pochino esagerando con colui che tra i moltissimi meriti politici e istituzionali s'è distinto per corruzione e latitanza. Vorrei poter ricordare cotanta figura di politico, con quella che fu la battuta che costò sette anni di censura televisiva a Beppe Grillo:
"Missione in Cina del premier socialista. Craxi s'era portato dietro un codazzo di parenti, famigli, amici, portaborse, damazze, contesse, fidanzate. La sera a Pechino, durante la cena, Martelli dice a Craxi: Ma 'sti cinesi ce n'è un miliardo, e son tutti socialisti!
Craxi: E allora?
Martelli: Allora a chi rubano?"
Oggi, finalmente, Letizia Moratti ci svelerà dove, a Milano, sarà intitolata una via all'illustre suo figlio (di Milano non della Moratti).
Due giorni fa ben tre ministri della Repubblica (Brunetta, Cicchitto e Sacconi) sono partiti in pellegrinaggio al sepolcro dello politico morto in terra africana.
Ieri, anche il capo dello stato ha voluto ricordare la figura dell'illustre statista, inuna lettera alla moglie parlando di «un’impronta incancellabile» nella storia italiana.
Così a naso mi sembra che si stia un pochino esagerando con colui che tra i moltissimi meriti politici e istituzionali s'è distinto per corruzione e latitanza. Vorrei poter ricordare cotanta figura di politico, con quella che fu la battuta che costò sette anni di censura televisiva a Beppe Grillo:
"Missione in Cina del premier socialista. Craxi s'era portato dietro un codazzo di parenti, famigli, amici, portaborse, damazze, contesse, fidanzate. La sera a Pechino, durante la cena, Martelli dice a Craxi: Ma 'sti cinesi ce n'è un miliardo, e son tutti socialisti!
Craxi: E allora?
Martelli: Allora a chi rubano?"
mercoledì 30 dicembre 2009
Non ti scordar di me
A dieci anni dalla morte, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha deciso di intitolare una via o un giardino a Bettino Craxi. Lo fara' intorno al 19 gennaio, quando il presidente della Repubblica ricordera' il leader socialista al Senato. L'iniziativa e' destinata a creare aspre polemiche, che cominciarono durante la gestione di Albertini. Letizia Moratti ne ha gia' parlato con la famiglia e i tecnici comunali della Toponomastica sono gia' al lavoro: hanno individuato quattro o cinque aree, le piu' vicine possibili al centro". Si legge sul Corriere della Sera. Nomi barrati. Sotto tiro. Nomi a cui si aggiungono sempre se e sempre ma. Combattuti da una parte politica e dall'altra. Ma questa volta Milano vuole giocare la partita fino in fondo. La storia dell'intitolazione di una targa o di una via a Craxi nella 'sua' Milano arriva da lontano. Costellata da polemiche durissime. Di passi in avanti e di marce indietro. Tante le lettere che la figlia Stefania ha scritto all'ex sindaco, Gabriele Albertini chiedendo che la citta' ricordasse suo padre. La prima nel 2002. L'ultimo intervento nel 2008 quando si rivolse direttamente alla Moratti con la richiesta di 'una grande via o in alternativa di un parco dove giocano i bimbi'. In mezzo, contestazioni durissime. Come quando si arrivo' a un soffio dall'apporre una targa sul portone dell'ufficio di Craxi in piazza Duomo 19. Dopo il via libera della giunta di centrodestra arrivo' la sonora bocciatura del Consiglio comunale. Non se ne fece niente. Conseguenza anche delle parole scolpite nel marmo dall'ex pool di Mani Pulite: 'Va bene una targa a Craxi - aveva detto Antonio Di Pietro- Basta che si aggiungano le cariche che aveva quando era in vita: politico e latitante'. 'Non mi meraviglio piu' di niente - era stato il commento di Gerardo D'Ambrosio - E' perfettamente coerente con la politica del centrodestra delegittimare Mani Pulite. E guarda caso: la targa a Craxi non si mette in un posto qualunque, ma sotto l'ufficio dove venivano ricevute le tangenti'. Senza contare che anche la Lega si mise di traverso: 'Ero rimasto che le targhe si mettevano per gli eroi, per chi dava qualcosa al Paese non per chi prendeva qualcosa' era stato il commento di Matteo Salvini. Ci ha provato anche Vittorio Sgarbi nel suo mandato di assessore alla Cultura. Mise il nome di Craxi in un pacchetto di nuove vie milanesi. Altra bufera. Con la Moratti a fare da pompiere. 'I nomi devono essere condivisi. Penso anche che per le personalita' politiche l'attesa di dieci anni dalla morte sia corretta'. Il 19 gennaio 2010 sono dieci anni esatti dalla morte di Craxi".Rainews24
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