Come dimenticarsi di Oscar Danilo Lancini, lo sceriffo del Comune di Adro.
Delle sue gesta ne avevamo già ampiamente parlato tre anni fa da questo blog.
Come dimenticare le imprese relative al restauro del Polo Scolastico, col Sole delle Alpi stampato sui banchi e i crocefissi imbullonati alle pareti?
Oppure, come dimenticare, i bambini allontanati dalla mensa perché figli di genitori "morosi" e tutta la polemica seguita all'onorificenza che il Presidente della Repubblica Giorgetto Tavor Napolitano ha riconosciuto all'imprenditore che per consentire ai ragazzi di tornare a mangiare, s'era accollato il debito?
Oggi il mitico Oscar Danilo Lancini, torna prepotente agli onori delle cronache, in circostanze non meno inquietanti.
Ieri mattina alle 6 i carabinieri del nucleo investigativo di Brescia, gli hanno notificato presso la propria abitazione gli arresti domiciliari.
Secondo l’accusa Lancini è coinvolto in una turbativa d’asta riguardante la realizzazione dell’area feste del paese: avrebbe favorito aziende edili «amiche» nella gara di appalto per la realizzazione delle opere e falsificato anche l’asta.
Lancini, insieme ad altre 23 persone, è indagato per: “turbata libertà degli incanti, turbata libertà di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici”. In poche parole, un milioncino di euro da spartire con gli amici degli amici.
E' la famosa aria di rinnovamento che si respira in Padania, la Lega aveva candidato Oscar Danilo Lancini nelle ultime elezioni parlamentari, ma i carabinieri sono arrivati prima dell'immunità.
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sabato 9 novembre 2013
lunedì 13 settembre 2010
Federalismo scolastico
Lunedì 13 settembre, riapertura delle scuole.
Ad Adro, il comune leghista della provincia di Brescia che balzò agli onori della cronaca qualche mese fa quando decise di sospendere il servizio mensa per i bambini dei genitori morosi, domenica, hanno inaugurato il nuovo polo scolastico.
La struttura è costata sei milioni di euro, "interamente finanziato dai privati nell'ambito di una complessa operazione urbanistica" come dice il sindaco Oscar Lancini, ed è intitolata al Gianfranco Miglio, il politologo federalista defenestrato dalla Lega nel 1993 ma riabilitato dopo la morte, quando non aveva più nessuna possibilità di difendersi.
La scuola è una moderna costruzione in colore verde-lega, tappezzata interamente di simboli celtico-padani e dagli immancabili crocefissi imbullonati alle pareti. Le foto e i video che girano sul web sono esileranti ancor prima che inquietanti: dallo zebino all'ingresso al portacenere, dalle vetrate ai banchi, finanche il tetto, tutto è "brandizzato" dal "Sole delle alpi".
Ma la mensa resta il pallino del Sindaco verde.
Usciti di scena i gestori storici del comitato dei genitori, il Comune è già pronto ad occuparsi direttamente della refezione: «A tavola si siede soltanto chi paga e poi spazio solo a cibi genuini ispirati alla tradizione bresciana»,
La svolta «autarchica» del Sindaco prevede anche un incremento della carne di maiale per dissuadere i piccoli di fede islamica dall'utilizzare la refezione scolastica.
"Sant'Antòne del porsèl, èl sunàa 'l sò campanèl"
Ad Adro, il comune leghista della provincia di Brescia che balzò agli onori della cronaca qualche mese fa quando decise di sospendere il servizio mensa per i bambini dei genitori morosi, domenica, hanno inaugurato il nuovo polo scolastico.
La struttura è costata sei milioni di euro, "interamente finanziato dai privati nell'ambito di una complessa operazione urbanistica" come dice il sindaco Oscar Lancini, ed è intitolata al Gianfranco Miglio, il politologo federalista defenestrato dalla Lega nel 1993 ma riabilitato dopo la morte, quando non aveva più nessuna possibilità di difendersi.
La scuola è una moderna costruzione in colore verde-lega, tappezzata interamente di simboli celtico-padani e dagli immancabili crocefissi imbullonati alle pareti. Le foto e i video che girano sul web sono esileranti ancor prima che inquietanti: dallo zebino all'ingresso al portacenere, dalle vetrate ai banchi, finanche il tetto, tutto è "brandizzato" dal "Sole delle alpi".
Ma la mensa resta il pallino del Sindaco verde.
Usciti di scena i gestori storici del comitato dei genitori, il Comune è già pronto ad occuparsi direttamente della refezione: «A tavola si siede soltanto chi paga e poi spazio solo a cibi genuini ispirati alla tradizione bresciana»,
La svolta «autarchica» del Sindaco prevede anche un incremento della carne di maiale per dissuadere i piccoli di fede islamica dall'utilizzare la refezione scolastica.
"Sant'Antòne del porsèl, èl sunàa 'l sò campanèl"
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