sabato 29 giugno 2013

Margherita


Quando muore improvvisamente un’amica, le parole sembrano sempre inadeguate.
Vedo i servizi sui TG nazionali e leggo i giornali domenica mattina.
C’avesse ancora ragione Beppe Grillo quando afferma che i giornalisti sono completamente asserviti al potere?
Tante chiacchere sul suo impegno sociale, sul suo essere intimamente vegetariana e animalista, solo qualche cenno sul suo ateismo convinto, non una parola sulla fede radicalmente comunista, sulle lotte per il laicismo contro ogni irrazionalismo religioso, della sua presidenza onoraria dell’UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti).
I media ci riportano l’immagine di una simpatica vecchina, con le bizzarrie tipiche della sua età: un po’ maga Magò, un po’ Miss Marple.
Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Tavor Napolitano, ricorda l’apporto di “grande rilievo al mondo della cultura scientifica” e il “il suo impegno di docente”
Bravo Giorgio!
Anche a parità di età se ne vanno sempre i migliori.

Ti saluto per l'ultima volta Margherita coi versi del tuo illustre concittadino.
Grazie per tutto quello che mi hai dato...

"Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d'alcun riposo,
salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle."

martedì 25 giugno 2013

Idem

Ci sono giorni in cui le notizie mi riconciliano con il mondo.
La condanna di Mister B. è indiscutibilmente una buona notizia.
Ma la migliore del San Giovanni 2013 sono le dimissioni della "biondina" ministro per le pari opportunità Josefa Idem.
Del puttaniere Berlusconi, abituato a forzare le norme ai suoi "desiderata", ce n'eravamo già fatto un'idea precisa, ma la vera notizia è la caduta verticale dei luoghi comuni sull'onestà dei cittadini di lingua tedesca, ancor prima che dei campioni dello sport.
Un ministro che evade le tasse, è già abbastanza deplorevole, soprattutto in un paese in cui il governo usa le tasse in modo così disinvolto.
L'altoatesino ministro si dimette dal governo ma non dal parlamento, con lo stipendio dei prossimi 15 giorno sanerà l'ICI non pagata. 
Gli unici che resteranno a remare controcorrente saranno, al solito, i cittadini.

martedì 18 giugno 2013

Opus Gay

Tutto possiamo dire di papa Francesco, meno che gli manchi il coraggio e quel pizzico di follia tipico del continente da cui proviene.
Lunedì delle scorsa settimana, mentre nei notiziari televisivi impazzavano i risultati elettorali, fra le catastrofiche percentuali di affluenza e le debacle grillesche, s'è intrufolata una “notizietta” a dir poco esplosiva: parlando con chierici sudamericani, papa Bergoglio ha rivelato che in Vaticano “esiste una lobby gay”.
Papa Francesco, non ha detto che ci sono prelati dediti ad amori omosessuali, ma ha parlato di “lobby”, ovvero un centro di potere, una specie di omomassoneria.
Apriti cielo, o meglio chiuditi!
Il TG uno ne ha parlato solo il mercoledì successivo, tra le previsioni del tempo e le informazioni sul traffico.
Gli altri telegiornali, non ne hanno fatto cenno. Anche il portavoce vaticano ammette, ma non rilascia ulteriori dichiarazioni sull’argomento.
Più realisti del re.
Questo papa bizzarro, m'incuriosisce.
Lontano dai giochi di potere usa lo stesso fanciullesco disincanto parlando di IOR, carrierismo ecclesiastico, corruzione nella curia o vizi e lussi della nomenclatura.
Sbaglia però, chi pensa che Bergoglio sia uno sprovveduto, in fondo resta sempre un gesuita: a 4 mesi dall'elezione non è ancora andato a vivere nel Palazzo Apostolico Vaticano.
Buono si, ma mica scemo!

sabato 15 giugno 2013

Mani in pasta

I politici davvero non ce la fanno: la gaffe è nel loro DNA. 
L'ultima, solo in ordine di tempo, è quella del "giovin" primo ministro.
Chiudendo il suo discorso di saluto al XVII congresso della Cisl, Letta ha ricordato le parole del suo parroco: "A noi che siamo cresciuti in parrocchia - ha raccontato - ci accomuna quella frase che usava sempre il mio prete quando mi volevo scansare dalle responsabilità perché era faticoso e ritenevo che era meglio fare un passo indietro e rimanere puliti. Mi ripeteva sempre: ricordati che quando andrai di là, la prima cosa che ti diranno è fammi vedere le mani. E se saranno pulite e linde ti diranno: sono così perché le hai tenute in tasca e non va bene. Le mani servono per impastare e per far sì che il mondo sia migliore".
In quest'ottica appare, finalmente, più chiara sia la sudditanza religiosa della nostra classe politica alla nomenclatura catto-talebana, che il continuo motivo delle loro mani in pasta.
Nell'aldiquà, come nell'aldilà, le mani devono essere untuosamente sporche.
Meglio se del sudore dei cittadini e dei soldi della cosa pubblica.

venerdì 14 giugno 2013

Vacche magre

Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, ieri affermava "Serviranno 23 anni al potere di spesa delle famiglie italiane per ritornare ai livelli pre-crisi".
Se aggiungiamo i 18 mesi del governo Letta, mese più, mese meno dovremo aspettare un quarto di secolo per tornare a prenderci un caffè al bar.
Ottime notizie per i credenti: il famoso periodo delle vacche grasse e delle vacche magre, di biblica memoria, di fatto è triplicato.
Buone notizie anche per la trasmissione che vede due decenni abbondanti di piagnistei e lavoro intenso.
Un paio di giorni fa, un Dirigente scolastico di una scuola della provincia di Monza, mi segnalava che i bambini extracomunitari iscritti il prossimo anno nella sua scuola sono calati del 25%: "Questione di mentalità - mi diceva - Gli stranieri sono abituati a viaggiare. Inutile scappare dalla fame in un paese per andare a farla in un altro".
Nonostante le cupe previsioni dei leghisti, i topi cominciano ad abbandonare la nave.
Se anche gli extracomunitari comincia a schifarci, abbiamo toccato il fondo.
A ben guardare, a mio avviso, all'osso c'è attaccato ancora qualche cartilagine e i nostri politici lo sanno perfettamente.

lunedì 10 giugno 2013

Sorbetti bollenti...

Il governicchio "melina" stancamente a centro campo e, non sapendo bene cosa fare, si affida ai saggi.
La nebbia comincia a diradarsi e il cittadino intravede sempre più chiaramente la verità: gli schieramenti, sono diventati lo schieramento.
Le contrapposizioni politiche si sono omogeneizzate al centro e la vera contrapposizione è tra la casta e i cittadini.
Qualcuno continua a far finta di stupirsi della caduta libera degli elettori alle amministrative, altri, di maggiore livello e con più senso delle istituzioni, impiegano il proprio tempo a cianciare sull'opportunità di vendere il gelato a Milano dopo la mezzanotte.
Stipendi alla politica, rimborsi elettorali, immigrazione clandestina e le intemperanze verbali di Beppe Grillo, sono il problema.
La mancanza di lavoro e di opportunità per i nostri figli, restano dettagli minori.
Ragazzi, a me il gelato piace menta e cioccolato...
Cono e due pallette... Grazie!