martedì 26 gennaio 2010

Maestra del porno

"Meglio pornostar che maestra precaria". Ha svoltato, Michela, quarantenne trevigiana che, nome d'arte Michelle Liò, ha deciso di buttarsi sull'hard e interpretare film a luci rosse. Il motivo lo spiega lei stessa: "Ero stufa di aspettare".
Dopo una vita passata a fare la supplente in scuole pubbliche e in istituti religiosi, Michelle ha detto stop. Stop al precariato, stop a quel posto traballante di docente. S’è spogliata delle incertezze e pure della lingerie e anziché di fronte a una scolaresca s’è messa davanti a un obiettivo. Nuda.
Giovanni De Nicola, assessore PDL della Provincia di Milano, stigmatizza la degenerazione dei costumi, dimenticando che di pornografico ci sono soltanto i meccanismi accuratamente progettati per non consentire accesso ad un lavoro stabile.
Possibile che il diritto di infilarcelo nel culo sia diventato un'esclusiva solo di questa classe politica?

lunedì 25 gennaio 2010

Coerenza innanzitutto!

Maria Stella Gelmini si e’ sposata. AUGURI. Il Ministro dell’Istruzione, infatti, quando era da poco passata la mezzanotte di venerdi’, e’ convolata a giuste nozze con il suo compagno, Giorgio Patelli, immobiliarista bergamasco, dal quale Maria Stella Gelmini aspetta una bambina, che nascera’ nel mese di aprile. Il luogo delle nozze e’ stato il comune di Sirmione, dove la coppia si e’ giurata amore eterno secondo il rito civile.
Ma Maria Stella è lo stesso cattolicissimo ministro che difende il crocefisso nelle aule scolastiche?
Perchè, quindi non si sposa in chiesa davanti ad un alto porporato?
Perchè gode del piacere della carne prima del matrimonio restando gravida di un uomo già sposato?
"Mah - come dice Jannacci - l'è la cuerenza che ghe manca a 'sta gent chi!" 
 

sabato 23 gennaio 2010

All'anima... di Giordano Bruno

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha bruciato Luigi Tosti, magistrato sessantunenne di Camerino, nelle Marche, sul rogo moderno della rimozione dall'ordine giudiziario.
Fedele al proverbio latino "omen nomen", il giudice Tosti da anni, caparbiamente, si oppone alla presenza di simboli religiosi in luoghi "istituzionali".
Per questo motivo è stato condannato ad un anno di carcere (assolto in cassazione) e tenuto da 5 senza stipendio.
Ieri l'ultima pietra della lapidazione: il CSM sentenzia che il giudice Luigi Tosti è indegno di fare il magistrato, almeno nella Colonia Pontificia italiana.
Silenzio assordante da parte del governo e delle istituzioni solitamente molto attive nei confronti della magistratura comunista e politicizzata.
Dev'essere il potere taumaturgico del crocefisso: guarire le ferite e ricomporre le divergenze. Anzi, contemporaneamente, il novello crociato, sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta ha annunciato il ricorso, che «l'Italia presenterà con abbondanza di documentazione e di argomentazioni», contro la decisione di Strasburgo relativa ai crocefissi nelle aule scolastiche.
Il presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, ringrazia: "È da apprezzare decisamente questa iniziativa del governo italiano, rispetto alla sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo".
Interessante, Strasburgo nello stesso periodo dovrà sentenziare sull'appello di Luigi Tosti e del Guelfo Governo Italiano.

giovedì 21 gennaio 2010

Un gladiatore nell'Arena

A Verona, mercoledì 20 gennaio 2010 alle 20.45, presso l'Auditorium della Gran Guardia, Curia veronese e Comune di Verona hanno organizzato l'incontro pubblico: "Dialogo su fede e scienza" tra il vescovo di Verona monsignor Giuseppe Zenti e l'astrofisica Margherita Hack.
Un incontro ad alto rischio fortissimamente voluto dal presule, che ama le grandi sfide ma, soprattutto, che ama vincere facile.
L'incontro è organizzato in un piccolo auditorium che contiene 700 persone, con un po' di buona volontà si arriva a mille, peccato che, tra posti riservati e ingressi "pilotati" dalla curia, di coloro che fanno la fila all'ingresso entrano solo 50 persone e circa un migliaio resta fuori o torna a casa.
La struttura dell'incontro è all'americana: un moderatore, venti minuti a testa per sintetizzare le proprie idee, quattro domande di esperti (un industriale biomedico, un docente universitario, un preside, un prete-giornalista), infine un dialogo diretto. Brevi intermezzi musicali. E niente applausi fino alla fine.
Il moderatore è cattolico e, per sua stessa ammissione, fa domande stupide.
Credenti sono pure 3 "esperti" su 4.
Insomma una vera fossa di leoni.
Ma Margherita è un lottatore.
L'ironia e il sarcasmo, che tradiscono le sue origini toscane, unite alla profonda intelligenza, alla cultura e all'attenzione per gli altri sono le sue armi migliori e l'esito della competizione non ha storia: anche se tutti rimangono con le proprie idee la vera dominatrice è lei.


Riporto i link per poter vedere l'incontro integrale su YouTube:


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Conferenza stampa tenuta dall'astrofisica Margherita Hack, presidente onorario dell'UAAR, prima del confronto pubblico con Giuseppe Zenti, vescovo di Verona in cui si svela come è stato organizzato l'incontro: video






P.S.


Quand’era vescovo di Vittorio Veneto, il Vescovo di Verona Giuseppe Zenti scrisse due lettere a Romano Prodi perorando la causa delle famiglie tartassate e dei precari. Oggi deve aver perso la penna.


 
I tempi sono bui ma le notti non possono essere eterne.

mercoledì 20 gennaio 2010

WEOOOOOOOUUUUUUMMM

Ricordi la pubblicità di una birra azzurra di qualche tempo fa incui a Valentino Rossi veniva chiesto: "come fa la tua moto?" e lui spiritoso come sempre: "weooooooouuuuuummm". E' notizia di lunedì che la Dainese, azienda vicentina diventate un'icona nel mondo dell'abbigliamento motociclistico, fa come la moto di Valentino: weooooooouuuuuummm e velocissima trasferisce la produzone in Tunisia.
La griffe è stata costretta, fanno sapere, per mantenere la leadership in una nicchia di mercato.
Neanche a dirlo le maestarnze Vicentine, vanno in cassa integrazione a spese dei contribuenti italiani.
La famosa imprenditorialità padana: il manager coi soldi degli altri.
Piccoli Marchionne crescono: capitalismo coi soldi dello stato.

martedì 19 gennaio 2010

Ricorrenze e rimembranze

E' da tempo che fervono i preparativi per la commemorazione del decennale della scomparsa di Benedetto Craxi detto Bettino.
Oggi, finalmente, Letizia Moratti ci svelerà dove, a Milano, sarà intitolata una via all'illustre suo figlio (di Milano non della Moratti).
Due giorni fa ben tre ministri della Repubblica (Brunetta, Cicchitto e Sacconi) sono partiti in pellegrinaggio al sepolcro dello politico morto in terra africana.
Ieri, anche il capo dello stato ha voluto ricordare la figura dell'illustre statista, inuna lettera alla moglie parlando di «un’impronta incancellabile» nella storia italiana.
Così a naso mi sembra che si stia un pochino esagerando con colui che tra i moltissimi meriti politici e istituzionali s'è distinto per corruzione e latitanza. Vorrei poter ricordare cotanta figura di politico, con quella che fu la battuta che costò sette anni di censura televisiva a Beppe Grillo:
"Missione in Cina del premier socialista. Craxi s'era portato dietro un codazzo di parenti, famigli, amici, portaborse, damazze, contesse, fidanzate. La sera a Pechino, durante la cena, Martelli dice a Craxi: Ma 'sti cinesi ce n'è un miliardo, e son tutti socialisti!
Craxi: E allora?
Martelli: Allora a chi rubano?"